La stella sempre più misteriosa


Due ricercatori statunitensi hanno studiato in dettaglio i dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler della NASA sulla stella KIC 8462852. Quello che emerge è che durante i primi tre anni della missione la stella aveva già mostrato un abbassamento di luminosità, meno intenso, ma comunque significativo. Un nuovo passo verso la comprensione di questa insolita stella.


Guardando il cielo in direzione della costellazione del Cigno è possibile scorgere una stella, apparentemente anonima, che nel corso dell’ultimo anno ha lasciato a bocca aperta sia la comunità scientifica che il grande pubblico. Il suo nome è KIC 8462852, e nel 2015 un team di astronomi ha annunciato di aver visto una serie di smorzamenti di luminosità brevi e non periodici durante il monitoraggio con il telescopio spaziale Kepler. Nessuno riusciva a capire cosa potesse causare quegli insoliti sbalzi di luce, e ora uno studio in corso di pubblicazione su The Astrophysical Journal cerca di andare un po’ più a fondo in questo mistero.

L’articolo, uscito in formato preprint nel mese di agosto, ha già fatto parlare di sé prima dell’approvazione per la pubblicazione sulla rivista scientifica. I ricercatori hanno analizzato le osservazioni più recenti effettuate dal telescopio Kepler su KIC 8462852 e sono riusciti a dimostrare che, oltre alle rapide variazioni di luminosità, la stella si sta complessivamente e costantemente affievolendo nel corso dei quattro anni in cui l’abbiamo osservata in dettaglio.

Le ipotesi che sono state avanzate nel corso dei mesi per spiegare le variazioni di luminosità di KIC 8462852 sono le più varie, da un numero insolitamente grande di comete in orbita attorno alla stella fino alla megastruttura aliena. In generale le stelle possono mostrare diminuzioni di luminosità per le ragioni più svariate, come un oggetto solido come un pianeta che transita davanti al suo disco, o una nube di polvere e gas che passa tra la stella e l’osservatore eclissandola anche solo parzialmente. Tuttavia, il comportamento mostrato da KIC 8462852 era diverso da quello di qualsiasi altra stella osservata prima d’ora, e difficilmente riproducibile dai modelli che avevamo a disposizione.

Incuriositi da un’affermazione controversa secondo cui la stella avrebbe dovuto diminuire la propria intensità del 14 percento tra il 1890 e il 1989, Benjamin Montet e Joshua Simon, rispettivamente ricercatori presso il Caltech e la Carnegie Institution, hanno deciso di indagare il suo comportamento sfruttando anche una serie di immagini di calibrazione raccolte da Kepler negli anni precedenti al 2015.

Andamento della luminosità di KIC 8462852 in funzione del tempo. La linea continua rappresenta la miglior stima della luminosità della stella ottenuta da Montet e Simon analizzando i dati di Kepler, mentre la regione ombreggiata rappresenta l’incertezza sulla misura. Gli autori trovano che la luminosità della stella è diminuita lentamente nel tempo fino all’inizio del 2012, quando è crollata rapidamente del 2% in sei mesi.
Andamento della luminosità di KIC 8462852 in funzione del tempo. La linea continua rappresenta la miglior stima della luminosità della stella ottenuta da Montet e Simon analizzando i dati di Kepler, mentre la regione ombreggiata rappresenta l’incertezza sulla misura. Gli autori trovano che la luminosità della stella è diminuita lentamente nel tempo fino all’inizio del 2012, quando è crollata rapidamente del 2% in sei mesi.

«Abbiamo pensato che quei dati potessero confermare o smentire l’affievolimento a lungo termine della stella», spiega Simon. «Speravamo di far luce su ciò che stava causando il comportamento inusuale di KIC 8462852». Grazie alla loro analisi Montet e Simon hanno scoperto che nel corso dei primi tre anni della missione Kepler KIC 8462852 ha diminuito la propria luminosità dell’1 percento, crollando con un picco negativo straordinario pari al 2 percento nell’arco di appena sei mesi e stabilizzandosi attorno a quel valore nel semestre successivo.

I ricercatori hanno poi confrontato questi dati con quelli raccolti da Kepler per più di 500 stelle simili, scoprendo che solo una piccola parte mostrava affievolimenti nel corso dei primi tre anni della missione, e nessuna di queste presentava un calo così importante in soli sei mesi.

«Il cambiamento di luminosità di KIC 8462852 è piuttosto sorprendente», spiega Montet. «Le nostre misurazioni sono estremamente accurate e dimostrano che nel corso di oltre quattro anni la stella è andata riducendo la propria luminosità. La diminuzione osservata non ha precedenti e non vediamo nulla di simile nei dati di Kepler».

«Questa stella era già peculiare a causa degli episodi sporadici di abbassamento repentino della luminosità, ma ora vediamo che ha altre caratteristiche a renderla strana: si sta affievolendo lentamente ma in maniera significativa nell’arco di tre anni e poi ha un improvviso calo», aggiunge Simon.

Gli astronomi erano già abbastanza confusi dal comportamento di KIC 8462852, e i nuovi risultati rendono l’interpretazione teorica dei dati ancora più complessa. Montet e Simon ritengono che la teoria migliore proposta fino ad ora per spiegare l’emissione della stella potrebbe essere una collisione con un pianeta, o la disgregazione di un corpo di tipo planetario o cometario all’interno del sistema stellare che ha creato una nube di polvere e detriti che blocca la luce. Questo però non spiegerebbe la diminuzione di luminosità a lungo termine, suggerita da misurazioni secolari della stella, e confermata dai dati collezionati nei primi tre anni di missione di Kepler.

«È una grande sfida trovare una spiegazione valida per il comportamento di una stella che fa ben tre cose mai viste prima», conclude Montet. «Ci auguriamo che queste nuove osservazioni possano fornire un importante indizio per risolvere una volta per tutte il mistero di KIC 8462852».

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