Ipotesi ‘oceanica’ per Proxima Centauri b


Il pianeta roccioso individuato di recente potrebbe essere coperto da un oceano. Lo sostiene uno studio di prossima pubblicazione su The Astrophysical Journal Letters.


Ha una natura rocciosa ed una massa simile a quella della Terra, è un nostro ‘vicino di casa’ e potrebbe essere rivestito da oceani: si tratta di Proxima b, l’esopianeta che orbita Proxima Centauri – la nana rossa più vicina al Sole, scoperto lo scorso 24 agosto.

Il corpo celeste è di nuovo salito agli onori della cronaca per uno studio svolto da un’équipe internazionale, coordinata dal Laboratorio di Astrofisica di Marsiglia (LAM), che ipotizza la presenza di oceani a ricoprirne la superficie e che sarà pubblicato sulla rivista The Astrophysical Journal Letters.

Gli scienziati si sono particolarmente concentrati sulle dimensioni e sulle proprietà del ‘volto’ dell’esopianeta, che si trova nella cosiddetta ‘zona abitabile’ di Proxima Centauri e orbita a circa 7,5 milioni di chilometri dalla sua stella.

Si tratta di una distanza piuttosto ridotta, ma questo, secondo gli esperti, non significa necessariamente che Proxima b abbia una crosta troppo calda per permettere l’esistenza di acqua in forma liquida. Proxima Centauri, infatti, è una stella più piccola e di gran lunga più debole rispetto al nostro Sole.

Le dimensioni degli esopianeti vengono calcolate generalmente con il metodo del transito, vale a dire misurando la diminuzione della luminosità di un astro quando questi oggetti vi transitano di fronte. Tuttavia, una condizione di questo genere non è stata ancora osservata per Proxima b e quindi i ricercatori hanno dovuto ricorrere a delle simulazioni, in base alle quali hanno ipotizzato che il raggio dell’esopianeta dovrebbe misurare tra 0,94 e 1,4 volte quello della Terra (6371 chilometri).

Due sono gli scenari che derivano dalle simulazioni effettuate. Il primo scenario prevede per Proxima b un raggio minimo di 5990 chilometri e una struttura molto densa con un nucleo metallico che occupa circa due terzi della sua massa, circondato da un ‘mantello’ roccioso. In questo caso, un’eventuale presenza di acqua in superficie sarebbe lo 0,05% della massa di Proxima b.

Invece, nel secondo scenario, l’esopianeta avrebbe dimensioni maggiori con un raggio pari a 8920 chilometri e la sua massa sarebbe composta per metà da rocce e per il resto da acqua. Secondo gli studiosi, in questo caso Proxima b sarebbe ricoperto da un unico oceano liquido, profondo circa 200 chilometri.

In ambedue gli scenari, concludono gli autori della ricerca, un’atmosfera gassosa potrebbe avvolgere Proxima b, come la Terra, e renderlo potenzialmente abitabile. I dati proposti dallo studio potranno servire come punto di partenza per ulteriori indagini su questo esopianeta.

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