Opportunity a caccia delle tracce di antichissimi corsi d’acqua


Il rover della NASA Opportunity si accinge a esplorare per la prima volta uno dei canali del cratere marziano Endeavour, a caccia delle tracce di antichissimi corsi d’acqua.


Mentre continua il countdown per ExoMars, ormai sempre più vicino a Marte, nuovi affascinanti aggiornamenti ci arrivano da un veterano del pianeta rosso.

Si tratta di Opportunity, per gli amici Oppy, il rover più longevo di una missione marziana che per la prima volta si calerà nei meandri di un grosso canale scolpito da un antico fluido che forse un giorno era acqua.

Lo ha annunciato la NASA, che si prepara a seguire la sua creatura durante questa nuova impresa,  ultima di una lunghissima serie.

Cugino di Curiosity, Opportunity è partito il 7 luglio 2003 ed è atterrato sul pianeta rosso il 25 gennaio 2004. Vanta quindi oltre dodici anni di onorata carriera, che tra poco potrebbe essere coronata dalla scoperta di un vecchio fiume marziano.

Il canale che Opportunity analizzerà si trova nella cosiddetta “Bitterroot Valley”, porzione occidentale del cratere Endeavour, un bacino di 22 chilometri di diametro formato dal violento impatto con un meteorite miliardi di anni fa.  Gli scienziati pensano da tempo che le pendici di questi dirupi marziani siano state scolpite dall’acqua, ma i canali di Endeavour non erano mai stati osservati da vicino. Invece il rover della NASA si avvicinerà a tal punto da poter analizzare in dettaglio eventuali residui di antiche colate detritiche trasportate da vecchi corsi d’acqua marziani.

Allo stesso tempo, Opportunity confronterà le diverse rocce della Bitterroot Valley con quelle osservate fino adesso sulle pianure marziane.

L’ultimo obiettivo della missione sarà poi quello di andare a isolare le rocce appartenenti a un livello geologico precedente a quello dell’impatto che ha generato Endeavour.

Oppy sarà dunque il primo ‘occhio’ a scandagliare così in dettaglio le pieghe segrete del pianeta rosso, in base alla nuova tabella di marcia della missione che lo scorso 1 ottobre è stata prorogata di altri due anni.

“Ormai siamo arrivati a un’estensione di un fattore 50 della durata originaria della missione – osserva John Callas, Project Manager di Opportunity – e traguardi come questo ci ricordano tutte le scoperte rese possibili fino ad ora nel corso dell’esplorazione di Marte”.

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