Quando la Marina americana si mise all’ascolto dei marziani


Fu un noto astronomo dell’epoca a convincere i militari a mettere a disposizione i propri mezzi per ascoltare eventuali segnali artificiali provenienti da Marte, in occasione di un avvicinamento alla Terra del Pianeta rosso.


Il telegramma in cui si chiede di aiutare gli astronomi nell’ascoltare eventuali segnali provenienti da Marte.

Questa è la storia della prima, vera ricerca scientifica di una civiltà aliena. Era l’agosto del 1924 quando l’allora capo della US Naval Operations, Edward Eberle, invio un ordine perentorio a tutte le stazioni navali degli Stati Uniti: monitorare le onde radio che sarebbero potute arrivare da Marte.

L’ordine venne impartito il 22 agosto quando Marte si trovava molto vicino alla Terra  e come tale avrebbe fornito le condizioni ideali per poter ricevere eventuali segnali radio inviati dai marziani, semmai fossero esistiti.

Fu il professore David Todd, un noto astronomo americano dell’epoca, a riuscire a convincere la Marina degli Stati Uniti in questa operazione: tutte le stazioni radio della Marina vennero puntate verso il Pianeta Rosso per tre giorni consecutivi.

L’articolo delle Radio americane in cui si annuncia l’ascolto di eventuali segnali marziani.

La richiesta di Todd era stata anche quella di far scendere un silenzio radio su tutte le trasmissioni radiofoniche e telegrafiche del Paese per almeno 2 giorni. Non gli diedero seguito: gli interessi economici, giornalistici e di spettacolo superarono quelli della Scienza.

I risultati delle operazioni della Marina Militare furono negativi, ma per la prima volta si diede il via a quello che a distanza di oltre 35 anni divenne il SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence),  la ricerca scientifica che si pone come obiettivo quello di ascoltare eventuali segnali di civiltà industrializzate extraterrestri.

A oggi però nonostante le numerosissime ore di ascolto non è arrivato alcun segnale che possa essere imputato con certezza a una civiltà aliena avanzata tecnologicamente.

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