Impatto cosmico sul clima




Un team di studiosi Usa, cercando fossili in sedimenti marini, s’imbattono in tracce di un impatto cosmico vecchio di 56 milioni di anni. Un evento che ha sconvolto il clima della Terra, provocando un rapido riscaldamento globale.


Potrebbe essere stato un impatto extraterrestre, in particolare con una cometa, il responsabile del rapido riscaldamento globale avvenuto sulla Terra circa 56 milioni di anni fa.

Un evento, noto come Massimo Termico del Paleocene-Eocene, che ha portato a un innalzamento delle temperature del Pianeta di circa 6 0C, in seguito all’accumulo di anidride carbonica in atmosfera, con profondi sconvolgimenti sugli ecosistemi terrestri.

L’ipotesi è stata formulata, in un articolo pubblicato su Science, da un team di ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute di New York. Gli studiosi Usa hanno trovato tracce dell’impatto in sedimenti contenenti piccole sfere scure di materiale vetroso, le cosiddette microtectiti. 

“Le analisi ci raccontano che sulla Terra ci fu un impatto extraterrestre risalente al periodo in cui i sedimenti si depositarono”, sottolinea Morgan Schaller, uno degli autori dello studio. I ricercatori Usa stavano analizzando antiche rocce sedimentarie di origine marina in cerca di resti fossili di foraminiferi, organismi unicellulari che producono spessi gusci mineralizzati, in grado di fossilizzare piuttosto facilmente. È così che si sono imbattuti nelle microtectiti. 

“La scoperta di microtectiti è stata del tutto casuale – spiega Schaller -. Non stavamo avendo fortuna nella ricerca di fossili di foraminiferi, quando per caso, osservando un campione senza averlo prima setacciato, ci siamo accorti che quello che stavamo guardando non era normale”. Costituite principalmente da silicati, le microtectiti sono materiali vetrosi naturali tra i più anidri del Pianeta: il loro contenuto d’acqua è, in media, dello 0,005%. Queste caratteristiche suggeriscono che le microtectiti si siano formate in condizioni di altissime temperature e pressioni, non riscontrabili normalmente sulla superficie del Pianeta. 

Condizioni compatibili, quindi, con l’impatto di grandi meteoriti sulla superficie terrestre. Secondo gli autori, la ricerca potrebbe fornire preziose informazioni per lo studio del riscaldamento globale del Pianeta ai giorni nostri.

Fonte