Individuate riserve di ghiaccio nascosto su Marte


La sonda ESA Mars Express ha individuato strutture geologiche lungo la frontiera che divide altopiani del sud e pianure del nord del pianeta rosso. All'interno sarebbero celate riserve di ghiaccio ricoperto da polvere e detriti.


Riserve di ghiaccio al confine, parola di Mars Express. La sonda europea, nell’orbita del mondo rosso dal Natale 2003, ha realizzato un nuovo reportage fotografico nei colori principali che mostra le strutture sorte lungo il crinale che separa gli altopiani meridionali del pianeta Marte con le pianure del nord.

Questa linea di frontiera – una delle caratteristiche geologiche più antiche, in cui si susseguono picchi e pendii con un dislivello di diversi chilometri tra una zona e l’altra – è stata “catturata” dagli occhi elettronici della camera ad alta definizione a bordo di Mars Express il 29 maggio scorso: l’area più studiata in quell’occasione è stata quella del Colles Nili, una regione collinare di confine nata in seguito al modellamento di un antico acrocoro.

Qui la missione ESA ha individuato una serie di blocchi di roccia, circondati da depositi stratificati disposti in maniera digradante lungo i fianchi dell’altopiano. Ad uno sguardo più attento, nel fondo dei canali che circondano questi tumuli di pietre e all’interno di alcuni dei crateri da impatto, sorgono una serie di creste intervallate da depressioni.

Gli studiosi che hanno analizzato i dati inviati dalla sonda marziana sostengono che le strutture dell’intero crinale –  picchi, avvallamenti e depositi stratificati reperiti presso il Colles Nili e lungo tutto il confine che divide pianure del nord e altopiani del sud – nascondano riserve di ghiaccio nascosto da una cortina di polvere e detriti generata dai processi di erosione dell’altopiano e trasportati dai venti. Esse sono pertanto testimonianza di una serie di glaciazioni che hanno coinvolto il pianeta nel corso delle ultime centinaia di milioni di anni. Le macchie scure che emergono dalle immagini sullo sfondo rosso sono invece sintomo dell’accumulo di polvere vulcanica sulla superficie.

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