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Le variabili di Gaia


La missione Gaia dell’ESA ha misurato la posizione di quattro stelle variabili blu luminose nella nostra Via Lattea: sono più vicine alla Terra di quanto si pensasse.


Se parliamo delle stelle di casa nostra, la loro regina potrebbe chiamarsi Gaia. È lei, la missione ESA avviata alla fine del 2013, che sta scandagliando la Via Lattea per crearne una dettagliatissima mappa tridimensionale.

Lo scorso settembre sono arrivati i primi dati in 3D, un catalogo composto da oltre un miliardo di stelle. Da allora gli astronomi stanno analizzando queste informazioni – disponibili pubblicamente – per svelare i misteri nascosti dalla nostra galassia.

Ora un nuovo studio rivela importanti informazioni su alcuni membri della sterminata famiglia di stelle osservate da Gaia: si tratta di 4 variabili blu luminose, (o LBV, dall’inglese luminous blue variable), lucentissime stelle ipergiganti di classe spettrale O oppure B.

Autori della ricerca sono Nathan Smith dello Steward Observatory, Arizona, e Keivan Stassun della Vanderbilt University, Tennessee. I due ricercatori hanno utilizzato i dati del satellite ESA per cercare le stelle LBV, comunemente ritenute essenziali nell’evoluzione delle stelle massicce.

Tra tutte le variabili blu analizzate, gli scienziati hanno scoperto che 4 di queste sono molto più vicine alla Terra di quanto si pensasse in precedenza: AG Car, HR Car, HD 168607 e Hen 3-519 (quest’ultima candidata LBV).

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Il Diagramma HR  delle LBVs.

In passato la distanza tra il nostro pianeta e queste stelle era stata calcolata in modo approssimativo a causa della loro luminosità, considerata elevatissima e in grado di ingannare anche gli strumenti astronomici più precisi. Ma non l’occhio di Gaia: il satellite ESA ha raccolto dati ancora più accurati, permettendo agli scienziati di ricalcolare la distanza Terra-LBV.

Ecco quindi i ‘nuovi numeri’ delle 4 stelle variabili. Cominciamo con HD 168607 e HR Car, le cui distanze dalla Terra sono state quasi dimezzate: rispettivamente 3.800 e 7.500 anni luce da noi, contro le vecchie stime di 7.000 e 16.000.

Ancora più inaspettato è il risultato che riguarda AG Car: la stella si trova a 6.400 anni luce da noi, mentre prima si pensava distasse circa 21.500 anni luce.

Infine, la sorpresa maggiore: Hen 3-519, in passato considerata distante ben 26.000 anni luce, brilla invece a soli 5.200 anni luce dalla Terra.

Ma se queste stelle sono così vicine a noi, probabilmente anche la loro luminosità è minore di quanto si pensasse: questo potrebbe cambiare la nostra conoscenza sull’evoluzione delle LBV.

Ecco che la mappa tridimensionale di Gaia comincia già a sorprenderci, svelando aspetti prima impensabili del nostro ‘vicinato spaziale’.

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