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Ecco il primo fossile al mondo di un cervello di dinosauro


La scoperta di un fossile del tessuto cerebrale di un Iguanodonte, un grosso erbivoro del Cretaceo, fa presumere che il cervello dei dinosauri non fosse poi così piccolo.


 

Circa 12 anni fa Jamie Hiscocks, un esperto cercatore di fossili, trovò nei pressi di una spiaggia inglese un piccolo ciottolo marrone dalla forma irregolare che catturò la sua attenzione. L’aspetto della pietra era inusuale e la sua superficie era liscia e curiosamente ondulata. Solo ora, però, un gruppo di ricercatori australiani e inglesi è riuscito a scoprire di cosa si trattava: quel ciottolo era, ed è ancora, il primo esemplare al mondo di un cervello di dinosauro fossilizzato. Il fossile appartiene probabilmente a una specie simile all’Iguanodonte, un grosso rettile erbivoro vissuto circa 133 milioni di anni fa, durante il Cretaceo inferiore, e anche se si tratta solo di parte del tessuto cerebrale del dinosauro, e non dell’intero organo, la scoperta è unica nel suo genere.

Le chance di trovare un tessuto cerebrale conservato per milioni di anni sono incredibilmente piccole, ed è per questo che il ritrovamento di questo esemplare è sorprendente” racconta Alex Liu, del dipartimento di scienze della terra dell’Università di Cambridge, che ha collaborato all’identificazione del fossile.

I risultati dell’analisi condotti sul reperto, apparse in una pubblicazione speciale su The Geological Society of London, rivelano che il tessuto si è conservato così bene perché con molta probabilità il cervello del dinosauro era come fosse immerso “sottaceto”. In base a quanto presumono gli autori, infatti, l’animale potrebbe essere morto in un acquitrino, o in una palude, con un alto grado di acidità dell’acqua e un basso livello di ossigeno tali da permettere un’ottimale conservazione dell’organo.

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Il fossile è stato rinvenuto tra i sedimenti fluviali del distretto di Wealden, nel Sussex, e la pietrificazione del tessuto cerebrale più esterno, sostituito da fosfati e carbonati, ha consentito un’analisi dettagliata. Le immagini provenienti dalla tomografia (Ct) e dal microscopio elettrico a scansione (Sem) hanno rivelato un buono stato di conservazioni di parte delle meningi, le membrane che rivestono e proteggono il sistema nervoso centrale, incluso il cervello. In particolare, il collagene delle membrane è stato preservato da un tipo di apatite, un minerale che ne ha conservato la struttura insieme a quella dei vasi sanguigni, nei quali erano permeati anche dei microcristalli di siderite.

Secondo gli autori dello studio, questa sezione di tessuto cerebrale appena scoperta corrisponde a una parte del romboencefalo del dinosauro, ed è inoltre strutturalmente simile a quella di alcuni arcosauri giunti fino ai nostri giorni: i coccodrilli. “La scoperta potrebbe cambiare la percezione comune secondo cui i dinosauri avevano dei cervelli molto piccoli”, afferma David Norman, il ricercatore che ha coordinato lo studio. “Nei rettili, infatti, il cervello di solito occupa solo metà del cranio, mentre dal tessuto rinvenuto dal dinosauro sembrerebbe come se il cervello fosse pressato contro le ossa del cranio. È probabile, quindi, che i dinosauri avessero dei cervelli più grandi di quelli che immaginiamo, ma non lo possiamo affermare per certo visto che fino a ora abbiamo osservato un solo esemplare”.

 

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