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Le ultime novità da Venere


Gli scienziati della missione giapponese Akatsuki hanno presentato gli ultimi risultati all’American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences che si è tenuta a Pasadena (California) a metà ottobre.


 

Oltre alle proibitive temperature superficiali, su Venere i venti soffiano a centinaia di chilometri orari anche se il pianeta gira molto lentamente: una rotazione ogni 243 giorni terrestri con moto retrogrado (cioè, nel senso contrario rispetto alla Terra ed ai pianeti del Sistema Solare). Tuttavia, la sua atmosfera invece di ruotare alla stessa velocità del pianeta è molto più veloce, generando quel fenomeno che viene chiamato super-rotazione.

Noi non sappiamo cosa manca nella comprensione della meteorologia“, ha detto Masato Nakamura, project manager della missione, in accordo con l’articolo di Kenneth Chang pubblicato su nytimes.com. “Se sapessimo che cosa genera tale super-rotazione, avremo una comprensione più profonda delle dinamiche atmosferiche, non solo su Venere, ma anche sul clima della Terra“.

Dopo essere stata studiata dalla sonda Magellano della NASA e, ancor di più, da Venus Express dell’ESA, ora è la volta di Akatsuki che dopo varie peripezie, il 7 dicembre 2015 è entrata in orbita attorno al pianeta.

Takehiko Satoh, uno degli scienziati della missione, ha detto che “uno dei risultati più emozionanti e sorprendenti” è arrivato immediatamente dopo.

La fotocamera ad infrarossi LIR (Longwave Infrared Camera) ha scoperto una vena bianca a forma di arco, estesa per circa 10.000 chilometri dal polo nord al polo sud.

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Curiosamente, questa caratteristica atmosferica gigante non si muove con l’atmosfera ma “sembra essere fissata al suolo“, ha detto Satoh. Si trova sopra Aphrodite Terra, una regione grande quanto l’Africa, fatta di altipiani che raggiungono anche quote di 5 chilometri.

Interessante è che gli scienziati che lavorano sui dati di Venus Express hanno registrato un risultato simile.

Una possibile spiegazione è che i venti che soffiano in questa zona interagiscano con la topografia, spingendo e bloccando le nuvole in alto.

Per quanto riguarda la super-rotazione, Satoh ha dichiarato che al momento esistono due idee principali: la prima è che l’energia proveniente dal Sole accelera il vento, la seconda è che atmosfera è così spessa da rallentare gradualmente la rotazione del pianeta ma forse le risposte arriveranno solo continuando ad analizzare i dati.

Per ora, l‘obiettivo di Akatsuki è quello di continuare ad operare almeno fino ad aprile 2018, o forse più, a seconda del carburante ancora disponibile.

 

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