L’alba di una stella massiccia


Un team internazionale di astronomi è riuscito a simulare la nascita di stelle massicce, bucando per la prima volta la fitta coltre di gas e polveri in cui sono avvolte. E a ipotizzare, così, l’esistenza di un processo comune per la nascita delle stelle, di qualunque epoca ed età.


Quando nasce una stella massiccia, è così avvolta in una fitta nebbia di gas e polveri che gli astronomi, all’interno della nursery stellare, riescono a scorgere solo la culla, e non la stella stessa. Per penetrare questa coltre, un team internazionale di studiosi dell’University of Vienna, dell’Università di Tubinga e della Southern Federal University russa, ha messo a punto un modello computerizzato con cui simulare il processo di formazione stellare. I dettagli della simulazione sono illustrati in uno studio pubblicato sui Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

“La nascita delle stelle massicce è ancora un mistero – commenta Rolf Kuiper, uno degli autori dello studio -. La nube di gas e polveri che le circonda rende, infatti, difficile osservarle direttamente. Anche con i moderni telescopi”.

La simulazione inizia con una nube di gas e polveri, che collassa sotto la spinta della propria gravità, e alla fine forma un disco di accrescimento intorno alla giovane stella. Il materiale di questo disco ruota intorno alla stella centrale, e lentamente trasporta verso l’astro nascente gas e polveri. Gli scienziati sono a questo punto riusciti a simulare, per la prima volta, la formazione di grumi di elevata densità. Grumi che, una volta comparsi, iniziano a migrare attraverso il disco. Fino a precipitare dentro la stella centrale.

“Questo processo genera violente esplosioni, di luminosità talmente intensa da eguagliare quella di centinaia di migliaia di Soli”, spiega Eduard Vorobyov, altro firmatario dello studio. Un analogo processo era stato finora associato alla formazione delle prime stelle dell’Universo e di quelle di massa non elevata, come il Sole. Questo studio suggerisce, adesso, che la formazione di stelle di qualunque tipo ed epoca è, invece, regolata dagli stessi processi universali. “È sorprendente riscontrare queste similarità, come se la formazione delle stelle, di qualunque taglia ed epoca, fosse regolata da un comune DNA, forgiato nell’Universo precoce”, conclude Dominique Meyer, primo firmatario della ricerca.

I risultati dello studio aiuteranno gli astronomi a mettere a punto nuove strategie osservative per catturare queste esplosioni luminose. E, magari, osservare direttamente i densi grumi nei dischi di accrescimento intorno alle nascenti stelle. Obiettivi che potrebbero essere alla portata dell’osservatorio ESO Atacama Large Millimeter Array (ALMA), e del futuro European Extremely Large Telescope (E-ELT).

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