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L’architettura del sistema solare è nel caos


Un recente studio propone nuovi scenari per spiegare le dinamiche del Sistema Solare, in contrasto con le teorie classiche che prevedono le “migrazioni” dei pianeti: le stranezze di Marte sarebbero primordiali e le caratteristiche degli asteroidi legate alle orbite caotiche dei giganti gassosi Giove e Saturno.


Il cielo nel caos, per colpa di Giove. Secondo un gruppo di ricercatori del Laboratoire d’astrophysique de Bordeaux, l’attuale configurazione del Sistema Solare, un rompicapo decennale per gli scienziati che non sanno spiegare la relazione tra massa e distanza dalla stella madre (allontanandosi dal Sole i pianeti son via via più grandi, la tendenza si inverte da Giove in poi) sarebbe riconducibile al comportamento ballerino del gigante gassoso.

Il Sistema Solare – composto da 8 pianeti, 4 terrestri come Mercurio, Venere, Marte e ovviamente la Terra e 4 grandi mondi di gas e ghiaccio, separati tra loro dalla fascia asteroidale – ha un’architettura singolare che è coerente solo in parte con le teorie scientifiche in auge.

Il piccolo Marte infatti occupa una posizione non prevista e la sua taglia small – la massa è pari al 10% di quella della della Terra – lo rende più simile ad embrione planetario che ad un pianeta vero e proprio. La presenza di una doppia cintura asteroidale – un gruppo risiede tra Marte e Giove, l’altro nella remota zona nota come fascia di Kuiper – e le sue caratteristiche singolari rappresentano ancora un enigma: secondo il “Grand Track”, il modello finora accettato, all’alba del Sistema Solare il gigante con la grande macchia avrebbe occupato una posizione più interna, “rubando” la massa a disposizione in quell’area e compromettendo la crescita di Marte. Solo successivamente sarebbe migrato verso la posizione attuale.

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Lo spostamento di Giove verso l’interno spiegherebbe anche l’inclinazione degli asteroidi, l’eccitamento – il processo di genesi delle linee spettrali di un oggetto – e la presenza d’acqua nella zona interna della fascia. Altra causa del caos per la scienza classica potrebbe essere individuata nella microfisica del disco: i grumi primordiali di materia si sarebbero accumulati in due zone distinte, una interna, in cui sono nati i pianeti terrestri, l’altra oltre Giove. L’attrazione gravitazionale esercitata da un pianeta di tale massa avrebbe fatto il resto.

Per gli autori della ricerca invece le stranezze di Marte sono primordiali, i pianeti si sono formati press’a poco nella posizione in cui si trovano oggi e le caratteristiche degli asteroidi sarebbero legate alle orbite caotiche ma stabili di Giove e Saturno: i due giganti del cielo, con il loro passo anomalo, avrebbero trascinato verso l’interno alcuni asteroidi esterni, popolando così la fascia principale del Sistema Solare.

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