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L’appetito di NGC 1222


Sotto lo sguardo di Hubble la galassia lenticolare che sembra avere ingoiato due compagne più piccole. Lo scatto del telescopio spaziale ha messo particolarmente in rilievo le caratteristiche di questa entità.


È una ‘buongustaia’ che si trova a una distanza di circa 109 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione australe dell’Eridano, ed è stata classificata come lenticolare. Si tratta di NGC 1222, galassia scoperta nel 1883 dall’astronomo francese Édouard Stephan e protagonista del nuovo ritratto realizzato da Hubble.

Le galassie lenticolari, tipologia intermedia tra quelle ellittiche e quelle a spirale, contengono scarse quantità di gas e polveri, presentano un’attività di formazione stellare molto ridotta e sono popolate essenzialmente da stelle vecchie.

Tuttavia, NGC 1222 non deve trarre in inganno: la galassia, secondo gli astronomi, non è un tipico rappresentante della sua categoria ed è tutt’altro che tranquilla.

Le osservazioni condotte evidenziano la presenza di recenti attività di formazione stellare su vasta scala, riconducibili al fatto che NGC 1222 ha al suo interno tre regioni compatte, ognuna delle quali sembra essere il nucleo centrale di una galassia.

Gli studiosi ipotizzano che NGC 1222 sia una ‘buona forchetta’, al momento impegnata a ingoiare due galassie nane molto più piccole che si sono trovate nelle vicinanze.

È probabile, quindi, che questo ‘banchetto’ abbia innescato all’interno di NGC 1222 la scintilla che ha portato alla nascita di baby astri, alimentata da nuove riserve di gas.

L’immagine scattata dallo storico telescopio NASA-ESA, con la sua WFC 3 (Wide Field Camera 3), mostra chiaramente che nella galassia vi sono dei ‘lavori in corso’: ne sono spia i filamenti scuri delle polveri e quelli scintillanti dei gas, due caratteristiche associate ai processi di formazione stellare.

In piena attività dopo oltre 26 anni in orbita, al momento Hubble non ha nessuna intenzione di passare il testimone: sino al 30 giugno 2021, infatti, l’operoso artefice di tanti ritratti ‘artistici’ spaziali continuerà a fornire materiale alla comunità scientifica, e a stupire il grande pubblico degli appassionati.

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