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Nuova teoria gravità: la materia oscura è declassata?


Nuovo studio teorico ipotizza che la gravità non sia una forza fondamentale della Natura. La nuova formulazione spiega il curioso moto di rotazione delle stelle più esterne attorno al centro delle galassie, senza tirare in ballo la materia oscura.

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La gravità continua a fare notizia, nell’anno dell’annuncio della scoperta delle onde gravitazionali. Stavolta, in relazione a un altro mistero del Cosmo, che al momento la Natura custodisce ancora gelosamente: la materia oscura. Una nuova teoria della gravità potrebbe spiegare i curiosi movimenti delle stelle nelle galassie, addebitati finora alla materia oscura, che dà conto dell’85% della materia dell’Universo e la cui natura intima resta ancora ignota agli scienziati.

È stata battezzata “Gravità emergente”. Il suo autore, che la descrive in uno studio appena pubblicato sull’archivio on line arXiv.org, è Erik Verlinde, teorico delle stringhe – uno dei tentativi di conciliare l’infinitamente grande, rappresentato dalla Relatività Generale di Einstein, con l’infinitamente piccolo del mondo dei quanti -, in forze presso il Delta Institute for Theoretical Physics, un consorzio tra gli istituti di fisica teorica dell’University of Amsterdam, della Leiden University e della Utrecht University.

Secondo il fisico olandese, la gravità non sarebbe una forza fondamentale della Natura – una delle quattro insieme alla forza elettromagnetica, nucleare forte e nucleare debole -, ma un fenomeno emergente. Come la temperatura, che emerge dallo stato di agitazione di atomi e molecole. Allo stesso modo, la gravità emergerebbe da cambiamenti di pacchetti fondamentali di informazioni, immagazzinati nella struttura più intima dello spazio-tempo.

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Le regioni più esterne delle galassie, compresa la Via Lattea, ruotano molto più velocemente intorno al proprio centro di quanto ipotizzabile tenendo conto della sola materia ordinaria. Secondo gli scienziati, dev’esserci qualcos’altro per giustificare questa spinta gravitazionale. Ed è qui che entra in gioco la materia oscura: per dar conto di questa anomalia. Il nuovo studio olandese, invece, spiega questo curioso moto galattico senza tirare in ballo la materia oscura. Ma, per l’appunto, come conseguenza della nuova formulazione della gravità.

“Abbiamo dimostrato che questa nuova visione della gravità è in accordo con le osservazioni, e in grado di predire la velocità di rotazione delle stelle attorno al centro della Via Lattea, o delle altre galassie. A grandi scale – spiega Verlinde, scomodando il padre della Relatività -, la gravità non sembra comportarsi nel modo predetto dalla teoria di Einstein.

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Potremmo trovarci sulla soglia di una nuova rivoluzione scientifica – conclude con enfasi il fisico teorico -, che potrebbe mutare radicalmente la nostra visione della natura di spazio, tempo e gravità”.

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