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Gli asteroidi portarono l’acqua su Marte


Una nuova teoria concilia l’ipotesi (supportata da molte prove) che Marte avesse acqua e oceani, con il fatto che Marte non abbia mai avuto un’atmosfera tale da trattenere quest’acqua sul pianeta. La chiave sta negli asteroidi.


 

Marte potrebbe aver avuto un oceano, ma solo per un brevissimo periodo geologico, idea che metterebbe un freno alle teorie che sostengono ci sia stata vita sul Pianeta Rosso. E’ quanto propone Tim Parker del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California. Parlando in Texas due settimane fa ha sostenuto che una raffica costante di asteroidi che colpì il giovane Marte avrebbe potuto temporaneamente inondare il pianeta di acqua.

Parker ha a lungo sostenuto che per un certo periodo Marte fosse coperto d’acqua per tutto l’emisfero settentrionale. Continuando a studiare il pianeta questa ipotesi è sembrata sempre più probabile, con numerose caratteristiche geologiche che sarebbero state difficili da spiegare in assenza di acqua.

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Queste includono le crepe poligonali osservate dal rover della Nasa Opportunity, che è stato lentamente condotto nell’esplorazione di Marte per oltre un decennio. Sulla Terra queste creper richiedono per la loro formazione l’evaporazione dell’acqua, cosa che fa sospettare a Parker che Opportunity abbia attraversato il bordo di un oceano: “L’uniformità della superficie (che Opportunity ha attraversato) – più di 43 chilometri – è molto più facile da spiegare in un ambiente marino poco profondo,” dice.

Il problema dell’acqua su Marte fino ad ora è stato anche dovuto alla difficoltà di elaborare modelli che tenessero conto della necessità di un’atmosfera per mantenere l’acqua sul pianeta, ma anche del fatto che poi questa atmosfera sia stata rapidamente perduta.

Ora Parker, insieme al suo collega JPL Robert Anderson, ipotizza che il periodo tumultuoso nella storia del sistema solare noto come “intenso bombardamento tardivo” potrebbe avrebbe potuto fornire l’acqua a Marte senza la necessità di un cambiamento significativo nell’atmosfera. Durante questo periodo, risalente a circa 4 miliardi di anni fa, una raffica di asteroidi sarebbe entrata in collisione con i pianeti della fascia interna.

“E’ un modo più convincente per pensare l’oceano su Marte, piuttosto che si ipotizzare un oceano primordiale che si sia prosciugato nel corso del tempo”. Gli asteroidi infatti, oltre a essere pieni d’acqua, avrebbero anche riscaldato il pianeta con il loro impatti.

Poiché il clima di Marte non sarebbe stato capace di trattenere l’acqua, questo oceano sarebbe formatosi e poi scomaparso nel giro di 100.000.000 di anni, lasciando alla vita potenziale un tempo troppo breve per poter evolversi.

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Un ulteriore studio dei minerali e delle rocce di Marte potrebbe risolvere questo mistero, sostiene Devon Burr dell’Università del Tennesee: “Tim pensa sempre fuori dal coro”, dice, “c’è una varietà di modi in cui Marte può avere avuto l’acqua e può essersi riscaldato. Non so se il bombardamento di asteroidi sia quello giusto”.

Fonte

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