LA GALASSIA II ZW40 CATTURATA DA ALMA


La galassia si trova a 33 milioni di anni luce dalla Terra ed è una delle regioni di formazione stellare più grandi dell’Universo locale. La polvere galattica si forma in una zona molto vicina alla fucina stellare.


 

Cosa sarebbe una galassia senza stelle? Ma ci sono altri elementi altrettanto importanti come gas e polvere. Recenti osservazioni, effettuate da diversi ricercatori dell’Università della California a Los Angeles (UCLA) utilizzando ALMA dell’ESO, hanno dimostrato che sono proprio le stelle le responsabili della produzione della polvere galattica (formata da carbonio, silicio e ossigeno), che poi è alla base della formazione dei pianeti rocciosi (come la Terra, Venere, Marte e Mercurio).

Al centro della ricerca c’è II Zw 40, una galassia a circa 33 milioni di anni luce da noi che produce stelle a un ritmo frenetico: è una delle più grandi regioni di formazione stellare dell’Universo locale. Grazie al sensibile e potente telescopio cileno Atacama Large Millimeter/submillimeter Array, i ricercatori hanno osservato la regione centrale di II Zw 40, dove si trovano due agglomerati stellari ognuno dei quali contenente un milione di stelle (stella più, stella meno!). Utilizzando diverse lunghezze d’onda, il team ha realizzato una mappa per tracciare la presenza della polvere stellare nella galassia.

I ricercatori volevano dimostrare come la polvere fosse localizzata principalmente nei pressi degli ammassi stellari, e così è stato, confermando la loro teoria: dalle osservazioni è emerso che la polvere è concentrata a circa 320 anni luce dagli agglomerati di stelle. Da questo si può ipotizzare che proprio le stelle producano la maggior parte della quantità di polvere osservata. «Il doppio cluster è una fabbrica di fuliggine che inquina il suo stesso ambiente», spiega Michelle Consiglio, l’astronoma di UCLA alla guida dello studio.

I ricercatori propongono che la presenza di polvere è così evidente negli ammassi stellari della galassia II Zw 40 perché contengono un gran numero di stelle giovani e massicce. «Il nostro obiettivo», aggiunge Jean Turner, sempre di UCLA, «è quello di trovare altre galassie per studiare le diverse fasi di evoluzione in modo da capire meglio l’evoluzione di questi ammassi giganti di stelle e come arricchiscano l’ambiente di polvere galattica».


Leggi su The Astrophysical Journal Letters lo studio “ALMA reveals potential localized dust enrichment from massive star clusters in II Zw 40”

Fonte

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