L’AMULETO MISTERIOSO DI 6000 ANNI FA CHE HA FATTO FARE PASSI AVANTI IN ASTRONOMIA


Ha cominciato a ‘parlare’, il misterioso amuleto di 6.000 anni fa ritrovato in una tomba del sito archeologico di Mehrgarh, in Pakistan: ‘interrogato’ grazie ad una nuova tecnica di analisi basata sulla luce, ha svelato passo dopo passo il metodo usato per la sua fabbricazione, che è risultato essere estremamente sofisticato per l’epoca.


 

“Il passato è la chiave per il presente”.

Questa massima scientifica in genere significa che le leggi della natura nel mondo antico operano ancora esattamente oggi.

Lo stesso vale per le tecnologie e un amuleto di 6 mila anni fa, che assomiglia ad una ruota arrugginita, sta fornendo ai ricercatori una storia piuttosto curiosa che abbraccia millenni.

Scoperto dagli archeologi a Mehrgarh in Pakistan, questo amuleto è stato consegnato ad un team di fisici che hanno deciso di dare uno sguardo più da vicino alla strana corrosione che copre la superficie verde malaticcio notando che emette varie frequenze della radiazione elettromagnetica dovuto ad un effetto di ossidazione del rame.

A indicarlo è lo studio condotto presso il sincrotrone Soleil dagli esperti del Centro nazionale delle ricerche francese (Cnrs), che pubblicano i risultati su Nature Communications.

Per visualizzare la microstruttura dell’amuleto con una risoluzione superiore a quella dei tradizionali microscopi, i ricercatori hanno sfruttato la tecnica della luminescenza. Dall’analisi è emerso che l’amuleto sarebbe nato come un pezzo unico di rame.

Il metallo fuso sarebbe stato versato in uno stampo di argilla creato intorno ad un modellino di cera con la forma dell’amuleto. L’amuleto sarebbe dunque uno degli oggetti metallici più antichi mai realizzati con la tecnica di fusione a cera persa.

La natura deforme dell’amuleto e questi strani picchi unici, suggeriscono che il metodo utilizzato per realizzare l’amuleto era un processo noto come fusione a cera persa, una vera rivoluzione per la metallurgia antica.

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Un passo avanti di sei millenni, e noi abbiamo la NASA, una delle organizzazioni con una più alta tecnologia del pianeta a livello di astronautica e di astronomia. Ed è facile capire che nei 58 anni da quando è stata fondata, il ritmo dell’innovazione tecnologica è stata straordinaria.

È importante ricordare, però, che l’abbondanza della loro scienza e della tecnologia si basa su molti vecchi principi e metodi. Dopo tutto, le equazioni di Newton che descrivono la forza di gravità e, pur essendo meno accurate rispetto a quelle di Einstein, sono ancora in uso oggi.

Come si è già intuito, anche la tecnica a cera di fusione persa è ancora in uso dalla NASA. Una variante di essa nota come microfusione viene usata per produrre attrezzature che possono resistere alle difficili condizioni dello spazio cosmico.

Alcuni di essi è a bordo della Stazione Spaziale Internazionale in questo momento, e alcune parti sono nel rover Curiosity su Marte. Quindi non abbiamo che da apprendere dal passato, anche quello lontano. Un filo di scienza, che va dal passato fino al presente e senza dubbio si spingerà nel futuro.

 

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