Campagne di scavo marziane sul Monte Sharp


Mentre Curiosity procede con il monitoraggio dell’ambiente, il team di ricerca del rover della NASA sperimenta una nuova tecnica di prelevamento-campione.


 

Curiosity, il rover della NASA, si trova ai piedi del Monte Sharp, in un’area selezionata come settimo campione da analizzare nella missione del 2016.

 Il 1 dicembre, il team di ricerca del rover ha appreso che il robot non ha completato le sue campagne di scavo, a causa di un problema tecnico che non consentiva al trapano di estendersi fino a toccare il “bersaglio roccia”.

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 “Siamo progettando una serie di test diagnostici qui sulla Terra per valutare attentamente il meccanismo di alimentazione del trapano” ha detto Steven Lee, Curiosity Deputy Project Manager al Jet Propulsion Laboratory, in Pasadena (California). Il robot della NASA è momentaneamente fermo ma sta comunque procedendo nella sua attività di analisi ambientale utilizzando le fotocamere e lo spettometro.

Lo strumento utilizzato dal rover per penetrare nelle rocce e raccogliere materiale campione, combina un’azione martellante ad un’azione rotante.

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A seguito di una serie di malfunzionamenti che si sono succeduti a partire dal Febbraio 2015, il tentativo di perforazione della scorsa settimana si è basato su una nuova tecnica di prelevamento-campione che prevede soltanto l’azione rotatoria del trapano.

Durante il suo periodo di permanenza nel Cratere Gale – nell’Agosto del 2012 –  Curiosity ha viaggiato per 15 km. Solo a partire dal mese di Settembre 2016, ha percorso 840 metri su un dislivello totale di 165 metri, di cui 44 metri in tre mesi – dalla sua partenza sulle colline di Murray Buttes.

Il rover sta risalendo in sequenza gli strati più alti e giovani del basso Monte Sharp per studiare i cambiamenti climatici avvenuti miliardi di anni fa, ai quali è possibile risalire analizzando gli strati di roccia.

Durante il primo anno su Marte, la missione è riuscita nel suo obiettivo principale, provando che il pianeta rosso un tempo ha offerto condizioni ambientali favorevoli alla vita microbica, sempre se Marte abbia mai ospitato la vita. L’analisi delle condizioni ambientali dell’acqua degli antichi laghi marziani include una serie di elementi chimici chiave – necessari per la vita come noi la conosciamo – ed  una fonte chimica di energia che viene utilizzata da molti microbi sulla Terra.

Fonte

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