Le lune di Saturno sono più giovani del previsto


I dati rilevati dalla missione Cassini sembrano indicare che le lune di Saturno e gli anelli del pianeta sono più giovani di quanto si pensasse.

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Un team di astronomi guidato da Valéry Lainey, dell’Osservatorio di Parigi, ha calcolato per la prima volta il numero di Love per Saturno, un parametro adimensionale che indica la rigidità di un corpo planetario e la sua suscettibilità a cambiare forma in risposta ad una forza di marea, confermando che le sue lune si allontanano dal pianeta ad un ritmo maggiore del previsto. Destino, questo, che accomuna molti satelliti del Sistema Solare, compresa la Luna terrestre (con alcune eccezioni: la luna di Marte Fobos, ad esempio, è destinata piuttosto a schiantarsi sulla superfice tra i 30 ed i 50 milioni di anni al massimo).

Saturno è una grande palla di idrogeno ed elio ma al suo interno dovrebbe ospitare un nucleo roccioso grande 18 volte la Terra. Questo sarebbe soggetto all’attrazione gravitazionale esercitata dalle lune ed a sua volta, rigonfiandosi, le spingerebbe più lontano (fattore di dissipazione).

Così, il team ha analizzato le orbite dei quattro satelliti troiani delle lune Teti e Dione: Telesto e Calipso, Elena e Polluce rispettivamente.

Queste piccole lune non risentono direttamente degli effetti mareali dovuti a Saturno ma i loro percorsi sì e subiscono delle alterazioni.

Monitorando questi disturbi, siamo stati in grado di ottenere la prima misurazione del numero di Love per Saturno e distinguerlo da fattore di dissipazione del pianeta. Le lune stanno migrando via molto più velocemente del previsto“, hanno commentato gli autori. Ne deriva che se le lune si fossero formate 4,5 miliardi di anni fa, la loro posizione attuale dovrebbe essere diversa: esse dovrebbero trovarsi più lontano da Saturno. La nuova ricerca, quindi, suggerisce che i satelliti del pianeta devono essere più giovani, favorendo la teoria secondo cui sarebbero nati dagli anelli.

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Dai dati, inoltre, è emerso che Rea si sta allontanando 10 volte più rapidamente rispetto agli altri satelliti e, anche se gli scienziati non hanno ancora alcuna prova definitiva, ciò potrebbe voler indicare che il fattore di dissipazione di un pianeta può variare con la sua distanza rispetto alla luna.

Di sicuro molte scoperte potranno arrivare con l’ultima fase della missione Cassini, le cui prossime orbite offriranno occasioni uniche di studio per Saturno ed i suoi anelli.

In questi giorni, dall’8 al 12 dicembre, la sonda non svolgerà alcuna operazione scientifica o di rilievo a causa della congiunzione che ostacola le comunicazioni con la Terra.

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Leggi: New constraints on Saturn’s interior from Cassini astrometric data .

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