Un pianeta gigante scoperto grazie alla tecnica del microlensing


L’esopianeta scoperto dall’ dell’Optical Gravitational Lensing Experiment ha un massa pari a tre volte quella di Giove ed è stato scoperto grazie alla tecnica del microlensing gravitazionale.


Un nuovo pianeta entra a far parte della famiglia dei mondi extrasolari. Si tratta di OGLE-2014-BLG-0676Lb un gigante gassoso grande tre volte Giove individuato  grazie alla tecnica del microlensing. L’esopianeta  è stato scoperto  nel 2014 da un team di astronomi polacchi dell’Optical Gravitational Lensing Experiment (OGLE) e la ricerca è stata pubblicata lo scorso 12 dicembre su arXiv.org.

A differenza di altri metodi di individuazione di pianeti extrasolari, la tecnica del microlensing è più efficace per l’osservazione di mondi che orbitano a circa 10 unità astronomiche di distanza  dalla loro stella.  Il fenomeno della lente gravitazionale si verifica quando i campi gravitazionali di un pianeta e della sua stella madre amplificano la luce di una stella lontana.

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Per poter essere valido il metodo necessita che il pianeta, la stella principale, quella lontana e l’osservatore siano sulla stessa linea di vista. L’evento può essere osservato per un periodo di tempo limitato a causa dei movimenti della Terra e delle due stelle e il suo vantaggio primario è la possibilità di individuazione di pianeti rocciosi simili al nostro.

Raccogliere informazioni sui tempi di arrivo del segnale e sull’entità di amplificazione della luce può fornire ai ricercatori indizi sulla natura della stella in primo piano e sui suoi pianeti. Un soggetto come OGLE-2014-BLG-0676Lb è di particolare interesse per gli scienziati che studiano la teoria di formazione dei pianeti situati nei pressi delle loro stelle madri all’interno della cosiddetta linea di neve, dove la temperatura e la pressione esercitata dalla stella permette all’acqua di trasformarsi in ghiaccio e creano le condizioni per la formazione di un nuovo pianeta.

Finora gli esopianeti scovati grazie al microlensing sono a quota 47. Quando viene scoperto un nuovo mondo la comunità astronomica viene allertata al fine di consentire le osservazioni nel lungo periodo. E’ quello che si è verificato anche con OGLE-2014-BLG-0676Lb sottoposto al follow-up del Microlensing Observations in Astrophysics (MOA) e del Wise Observatory Group and the Microlensing Network for the Detection of Small Terrestrial Exoplanets (MiNDSTEp) che hanno contribuito alla raccolta di dati sul nuovo esopianeta.

Le informazioni collezionate dai diversi team di ricerca, hanno rilevato che il pianeta dista 7200 anni luce da noi e  orbita a una distanza di 4.4 unità astronomiche dalla stella madre che si è rivelata una nana rossa meno massiccia del Sole di circa il 38%. Gli scienziati ritengono che la scoperta del pianeta gigante possa essere un ulteriore conferma della validità della tecnica del microlensing per la ricerca di nuovi mondi al di fuori del nostro Sistema Solare.

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