Mars Reconnaisance Orbiter nota la presenza di ossido di ferro nell’area di Capri Chasma



La camera ad alta risoluzione a bordo di MRO ha individuato un deposito di ematite nell’area di Capri Chasma nella parte orientale del sistema di canyon di Valles Marineris.


HiRISE va caccia di ematite marziana. La camera ad alta risoluzione a bordo del Mars Reconnaisance Orbiter (MRO) della NASA ha scovato un deposito del minerale in un’area denominata Capri Chasma situata nella parte orientale del sistema di canyon di Valles Marineris, il più esteso di tutto il Sistema Solare.

Le gole e i canali della valle, sono ottimi punti di osservazione della crosta di Marte per via delle profonde stratificazioni rocciose che possono rivelare molte informazioni sul passato geologico del pianeta rosso.

L’area di Capri Chasma a ovest del sistema di canyon di Valles Marineris ripreso da TES.


HiRISE ha preso di mira l’area basandosi sulle rilevazioni spettrali effettuate dal Thermal Emission Spectrometer (TES) a bordo della sonda Mars Global Surveyor. Nell’immagine in basso, realizzata da TES, le aree in rosso indicano alte abbondanze di ematite, mentre quelle blu e verdi rappresentano i diversi tipi di rocce vulcaniche come il basalto. TES ha rilevato depositi di ematite anche su Meridiani Planum che è stato scelto proprio per questo motivo come sito di atterraggio del rover Opportunity.

Successivemente all’atterraggio, Opportunity individuò ematite sotto forma di sfere di ossido di ferro di varie dimensioni, battezzate dagli scienziati ‘mirtilli’. I mirtilli si trovano in aree associate con la presenza di rocce ricche di sale e solfati. La presenza di sale, a detta dei ricercatori, potrebbe essere dovuta all’innalzamento e dal successivo abbassamento della falda freatica. Nel corso di questo evento la roccia si sarebbe alterata fino a formare i mirtilli ricchi di ematite nelle forme in cui li vediamo oggi. I mirtilli con una maggiore concentrazione di ematite sono stati spinti verso zone più pianeggianti come Meridiani Planum e il Cratere Endeavour durante il processo di erosione che ha interessato alcune rocce.

L’immagine in infrarossi in alto scattata da HiRISE,  mette in evidenza i probabili giacimenti di ematite su Capri Chasma: la zona in blu è probabilmente di origine vulcanica, forse basaltica mentre le rocce colorate di verde sono di origine sconosciuta. L’area rossa al centro è probabilmente una zona con buona concentrazione di minerale, quella leggermente più in alto e sfumata è con tutta probabilità una zona ricca di solfato. Gli scienziati ritengono che la presenza di sali di solfato ed ematite nelle zone esplorate da Opportunity su Meridiani Planum, possa far pensare che i minerali rilevati su Capri Chasma possano condividere la medesima origine.

Tornando alla mappa spettrale realizzata da TES, il box giallo delinea la posizione corrispondente della foto scattata da HiRISE. I margini dell’area non sembrano particolarmente ricchi di ematite anche se la bassa risoluzione di TES (da 3 a 6 chilometri per pixel) esclude una visione più dettagliata che sarebbe invece possibile con la tecnologia di HiRISE.

Gli scienziati confidano che un’osservazione successiva da effettuare con lo spettrometro CRISM (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometers) di MRO –  funzionante nello spettro del visibile e nella luce infrarossa -renderà possibile una rilevazione più accurata dei minerali presenti nell’area.

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