Ragni marziani crescono



La sonda NASA strizza l’occhio agli ‘spiders’ di Marte, strutture composte da una rete radiale di canali frutto dell’erosione operata da sabbia e anidride carbonica. I “ragni” osservati, di cui MRO ha registrato lo sviluppo nel corso degli anni, potrebbero essere la versione infantile di quelli trovati nelle regioni del sud marziano.


Caccia al ragno per MRO. La sonda NASA, operativa nell’orbita del pianeta Marte dal 2006, ha realizzato un nuovo album con cartoline ad alta risoluzione del suolo alieno: attraverso un decennio di osservazioni effettuate con la camera HiRISE – Hight Resolution Imaging Science Experiment – è stato possibile individuare lo sviluppo di strutture depressive radiali, generate dai lunghi processi di erosione, che rappresentano la versione primordiale del “ragni” del Sud.

Tali conformazioni conosciute come spiders – canali disposti “a stella” come delle zampe lunghe anche centinaia di metri, convergenti verso un punto centrale – sono state già viste in forma completa in corrispondenza delle regioni antartiche del mondo rosso. Quelle nell’occhio di MRO potrebbero esserne la variante “infantile”: per gli esperti, in entrambi i casi tratterebbe di una rete di canali modellati dai processi di erosione operata dalla sabbia nel corso del tempo con la complicità dell’anidride carbonica.

All’origine di queste depressioni, il disgelamento del ghiaccio secco (CO2 allo stato solido, molecola irreperibile sulla Terra) durante le primavere marziane in “località” sabbiose – questo materiale sembra essere fondamentale per plasmare i ragni e per mantenerne la forma nel corso dei secoli.



Il Sole scalderebbe gli strati di ghiaccio secco che ricoprono le dune, surriscaldando il gas imprigionato allo stato solido che sottoposto a notevole pressione erutterebbe, facendo precipitare i granelli di sabbia nelle crepe.

Il lento sfregamento operato da questo materiale porterebbe, nel corso di un migliaio di anni marziani – il doppio in termini terrestri – alla formazione di depressioni radiali – i ragni per l’appunto –  che emergono dopo il disgelo. I ragni sono strutture caratteristiche di Marte rilevabili nel corso del tempo: quello che è stato possibile rilevare negli ultimi sei anni (terrestri) di osservazioni, è stata solo la crescita delle loro zampe.

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