Il mistero dei dischi di metallo rinvenuti sotto un Crop Circle



Il più grande e complicato pittogramma tedesco è stato scoperto da due persone che facevano jogging di prima mattina il 23 luglio 1991. La formazione di Grasdorf, vicino a Hildesheim, Bassa Sassonia, lunga circa 100 metri e larga 50 (copriva un’area di 5000 metri quadrati), era composta da sette simboli e tredici cerchi, con una croce nel centro del cerchio di mezzo, che ricorda l’antico simbolo del sole. In generale, ci fa tornare alla mente una pittura rupestre scandinava, dove l’oggetto al centro è il ‘carro del sole’, un antico simbolo sacro degli Scandinavi e dei Teutoni del Nord.

Effettivamente, la zona in cui è apparso il pittogramma è archeologicamente significativa: giace ai piedi del Thieberg, un sito del parlamento tribale dei Thing o degli antichi Teutoni, probabilmente in cima ad un percorso processionale preistorico. Nelle immediate vicinanze c’è il Wuldenberg, un antico sito sacro tedesco Wotan sul quale è stata eretta una chiesa ai tempi di Carlo Magno, e il piccolo bosco (Heilige Holz) dei Teutoni, per cui si combatté nel Medioevo. Quando un signore feudale diede l’ordine di abbattere questo sacro bosco nel 1273, venne assassinato dagli abitanti di Grasdorf: ne risultò una piccola guerra civile, e il bosco non venne toccato fino al 19esimo secolo. Perciò quest’antichissima zona centrale sassone, cristianizzata non prima del nono secolo come risultato della vittoria di Carlo Magno sui Sassoni, è rimasta sacra per almeno 4000 anni. Il dott. Nowothnig, un archeologo di Hannover, ha descritto i dintorni come “una delle più importanti aree di culto preistorico d’Europa”…”.


“Perciò si trattava di un pittogramma autentico? Pare proprio di sì. Quando una persona che stava passeggiando passò attraverso il campo all’incirca alle 23:00, non notò niente d’insolito, perciò la creazione deve essere avvenuta successivamente. Ci sono tracce di cause abbastanza inusuali per questo pittogramma: quella notte Christian Fiedler di Grasdorf aveva visto una luce pulsante, di colore arancione, che si muoveva da e verso l’area in questione a grande velocità. In migliaia vennero a visitare la formazione, e l’agricoltore Harenberg iniziò a raccogliere sul bordo del campo soldi per l’ingresso, seguendo l’esempio dei sui colleghi britannici”…

Hesemann parla del ritrovamento, e delle successive analisi. Vennero rinvenuti tre dischi: uno di bronzo, uno di argento e uno d’oro, quelli d’argento e di bronzo sono ora in mano ad un industriale. I dischi vennero mostrati alla sua conferenza UFO internazionale, “Dialogo con l’Universo”, a Dusseldorf, Germania nell’ottobre 1992 e utilizzati nuovamente quando filmò una parte del caso Grasdorf per un programma TV statunitense, “Encounters” (Incontri) nell’aprile 1994. In più, il legale di Tugingen, il dott. Roemer-Blum, formulò una valutazione scientifica all’Istituto Federale Tedesco per la Ricerca sui Materiali (Bundesanstalt fur Materialpufung) a Berlino. La loro conclusione, dopo aver analizzato attentamente entrambi i dischi, fu:

“Disco uno (colore argento) era composto principalmente di argento abbastanza puro (che affermazione modesta!), con un ingrediente aggiuntivo nella misura dello 0,1%. Il peso del disco era di 4.98kg. Disco due (colore bronzo) era composto da una lega di rame-stagno (nella quale lo stagno era circa il 10%-15%), nickel e tracce di ferro che ammontavano a meno dello 0,1%”.



Questo significava che il disco d’argento era composto dal 99,9% di puro argento; più puro dell’argento genuino. Inoltre, un’analisi spettrografica di entrambi i dischi dimostrò che non erano stati creati da uno stampo ma da qualche tipo di conglomerato di pepite d’argento e rame naturale e pezzi di stagno simili a quelli che si trovano nella foresta tedesca di Harz, non lontana da Grasdorf. Sono stati prodotti o riscaldandoli ad una temperatura che ha parzialmente fuso i metalli, o in un ambiente a bassa gravità. Siamo rimasti con la domanda del perché i falsari si siano spinti così in là, in termini di costi e fatica, semplicemente per gettare fumo negli occhi della stampa e dei pochi appassionati al fenomeno dei crop circles?”

Si dice anche che il disco d’oro era della qualità più fine mai vista dall’esaminatore. L’industriale ricevette circa 25000 euro per i dischi di bronzo e d’argento e quello d’oro fu valutato almeno 75000 euro.

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