Comete del 2017



Gli astronomi della NASA annunciano il passaggio di almeno una cometa, forse due, all’inizio del nuovo anno. I due oggetti celesti sono stati individuati grazie ai dati raccolti dalla missione NEOWISE, e saranno visibili tra gennaio e febbraio 2017.


Passeranno vicini alla Terra ma non abbastanza da creare allarme. Stiamo parlando di due oggetti celesti: uno di origine ancora incerta – probabilmente un asteroide o una cometa – chiamato 2016 WF9 e l’altro confermato come una cometa, C / 2016 U1, che forse potrà essere osservata anche con l’ausilio di un binocolo.


Entrambi sono stati individuati dalla missione NEOWISE della NASA. 2016 WF9 è stato scoperto lo scorso 27 novembre. La sua traiettoria, che ha un periodo di quasi cinque anni, si spinge da una distanza paragonabile a quella dell’orbita di Giove verso il Sistema solare interno, tra l’orbita della fascia principale degli asteroidi e Marte, per poi riallontanarsi. 2016 WF9 raggiungerà la minima distanza dalla Terra il 25 febbraio 2017 ma a quasi 51 milioni di chilometri dal nostro pianeta: la sua traiettoria non rappresenta di certo una minaccia.

Il secondo oggetto celeste scoperto da NEOWISE, ovvero la cometa C / 2016 U1, «ha buone possibilità di diventare visibile utilizzando un buon binocolo, anche se non possiamo esserne sicuri, dato che la luminosità di una cometa è notoriamente imprevedibile» come dice Paul Chodas, direttore del Centro per gli studi sui NEO (Near Earth Objects) della NASA presso il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California. C / 2016 U1 sarà visibile ad inizio 2017 nei cieli dell’emisfero settentrionale poco prima dell’alba, a sud-est. Nel suo percorso, C / 2016 U1 raggiungerà il suo punto più vicino al Sole, all’interno dell’orbita di Mercurio, il 14 gennaio, prima di tornare verso le zone più esterne del Sistema solare, seguendo un’orbita della durata di migliaia di anni.


Se 2016 WF9 dovesse rilevarsi una cometa, sarebbe la decima scoperta dalla riattivazione del programma NEOWISE nel 2013 mentre se dovesse essere classificato come asteroide sarebbe il centesimo. Gli scienziati stanno tracciando l’identikit di questo insolito oggetto celeste: si sa che è relativamente grande (tra 0,5 e un km di diametro), è piuttosto scuro e riflette solo una piccola percentuale della luce che colpisce la sua superficie. Sembrerebbe somigliare a una cometa per la sua riflettività e per l’orbita ma sembra mancare la  nuvola di polvere e di gas  che contraddistingue questa classe di corpi celesti. «2016 WF9 potrebbe avere origini cometarie», ha detto deputy Principal Investigator di NEOWISE James “Gerbs” Bauer del JPL. «Questo oggetto dimostra che il confine tra asteroidi e comete è sfocato; forse nel tempo questo oggetto ha perso la maggior parte delle sostanze volatili che sopra o appena sotto la sua superficie».  I rilevatori a infrarossi di NEOWISE consentono di catturare quello che resta dell’energia che questi oggetti assorbono e riemettono nella banda di radiazione dell’infrarosso. Per questo il satellite è in grado di osservare con chiarezza questi oggetti in qualsiasi condizione di luce o di buio. In antitesi alle icone artistiche che figurano le comete come corpi celesti assai luminosi, Neowise dimostra che in realtà «Si tratta di oggetti molto scuri», come sottolinea Joseph Masiero del team NEOWISE, «tanto scuri quanto l’asfalto fresco sulle strade, simili al carbone o in alcuni casi ancora più scuri di esso».

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