Dalla Russia un piano per difendere la Terra da un impatto con un asteroide



Costerà 5,6 miliardi di dollari e sarà pronto entro 7 anni.


Se la Terra dovesse essere minacciata da un asteroide potrebbe essere la Russia a salvarci. Almenomore questa è la conclusione a cui si arriva leggendo che il Centro russo per la Protezione Planetaria (Russian Center for Planetary Protection) ha sviluppato un sistema per proteggere la Terra dagli asteroidi. Impiegherà delle esplosioni nucleari e costerà 5,6 miliardi di dollari, come ha spiegato il numero uno Anatoly Zaitsev.

Stiamo parlando di un progetto che non è ancora stato realizzato, ma che è stato ufficialmente presentato in occasione del 2° convegno scientifico e tecnico dell’Extra-Departmental Expert Council sui temi aerospaziali.

Stando alla presentazione, il sistema potrebbe essere attivo in 5-7 anni e consisterebbe in satelliti di sorveglianza, soluzioni per le intercettazioni, per l’attacco e stazioni di sorveglianza a terra. Per quanto riguarda la prima parte si parla di quattro veicoli spaziali per un costo stimato di 1,3 miliardi di dollari: due per la sorveglianza e due per l’intercettazione degli asteroidi potenzialmente minacciosi. L’infrastruttura a terra dovrebbe avere invece un costo di 1 miliardo di dollari.

Cosa accadrebbe se venisse rilevato un asteroide potenzialmente pericoloso? Verrebbe inviato un satellite di sorveglianza ad appurare la traiettoria, la dimensione del corpo celeste, il peso e altre caratteristiche. Se effettivamente verrà riconosciuto come minaccia partirà un veicolo spaziale che farà esplodere una carica nucleare in prossimità dell’asteroide, con l’obiettivo di distruggerlo o di deviarne la traiettoria.

Lo sviluppo del segmento di sorveglianza dallo Spazio, che prevede il lancio di due satelliti per l’osservatorio e di quattro veicoli spaziali, aggiungerà altri 1,4 miliardi di dollari al conto. Da calcolare poi che il progetto prevede di aumentare il numero di satelliti per l’intercettazione di altre tre unità, con un costo stimato di 1,8 miliardi.

Ricordiamo che il Centro per la Protezione Planetaria è stato fondato nel 2002 come associazione senza scopo di lucro del Babakin Research and Production Center e da allora sviluppa sistemi di protezione planetaria da possibili minacce spaziali, e tecniche per la loro prevenzione. Il motivo per il quale la Russia è da tempo impegnata sul fronte delle minacce spaziali è fin troppo chiaro, dopo quanto successo a Tunguska nel 1908 e più di recente con l’evento di Čeljabinsk del 2013.


L’idea è interessante, tenuto conto che negli anni ci sono stati molteplici allarmi relativi alla vulnerabilità della Terra rispetto a potenziali eventi catastrofici. Sul fronte statunitense ci sono state molte ricerche al riguardo, compreso uno studio del Lawrence Livermore National Laboratory sulle tattiche da usare per polverizzare gli asteroidi. Molti hanno considerato e considerano tuttora l’impiego del nucleare, ma l’argomento è controverso e non mancano gli studiosi che non reputano questa soluzione una buona idea.

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