Hubble osserva possibili esocomete attorno alla stella HD 172555



Il telescopio spaziale Hubble, nonostante gli anni, continua la sua gloriosa missione costellata di scoperte. Questa volta ha analizzato le attività insolite attorno a HD 172555, una giovane stella di soli 23 milioni di anni a 95 anni luce dalla Terra.


Le informazioni spettrali rilevate dal telescopio indicano la probabile presenza di esocomete molto (troppo!) vicine alla stella.

Le comete al di fuori del nostro Sistema Solare non sono mai state osservate direttamente ma gli scienziati hanno più volte identificato tracce di gas riconducibili alle chiome o a nuclei vaporizzati.

Quello di HD 172555 è il terzo sistema in cui sono state individuate.

Fa parte dell’Associazione di Beta Pictoris, una costellazione di astri nati dallo stesso vivaio stellare ed è il secondo membro del gruppo, oltre a Beta Pictoris, in cui sono state trovate esocomete.

Questi oggetti, il cui triste destino è segnato, potrebbero rivelarsi utili per comprendere come le comete si sono comportate anche nel giovane Sistema Solare.

La loro traiettoria spacciata, che le spinge ad essere catturate dalla stella, è inoltre indice di una certa “agitazione gravitazionale”, forse dovuta ad un pianeta delle dimensioni di Giove un po’ più in là.

Le comete radenti (“sun-grazing comet”) sono presenti anche nel nostro Sistema Solare:

“tutto lascia pensare che questa attività sia comune nei giovani sistemi stellari”, ha dichiarato Carol Grady, dell’Eureka Scientific Inc. e Goddard Spaceflight Center della NASA.

“Questa attività al suo apice è rappresentativa dell’attività di una giovane stella”, ha aggiunto. “Tali eventi ci forniscono una visione di quello che probabilmente è successo anche nel giovane Sistema Solare, quando le comete hanno investito i pianeti interni compresa la Terra. Queste sono comete che potrebbero portare la vita perchè contengono l’acqua ed altri elementi fondamentali, come il carbonio, sui mondi rocciosi”.

Le esocomete di HD 172555 furono scoperte da un gruppo di astronomi francesi nei dati raccolti tra il 2004 ed il 2011 dallo spettrometro HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) dell’European Southern Observatory.

HARPS aveva rilevato le impronte digitali del calcio impresse nella luce della stella, prova che stava divorando oggetti cometari. Le osservazioni di Grady del 2015, con Hubble, sono state quindi di follow-up.

Il telescopio spaziale poteva avere una chiara visione della stella, leggermente inclinata dalla sua visuale. Gli spettri hanno mostrato tracce di silicio e carbonio in una nuvola gassosa in movimento a circa 580.000 chilometri davanti alla stella. La spiegazione più probabile è che Hubble stesse osservando una scia di detriti prodotta dalla disintegrazione delle comete.

Ora il team spera di poter proseguire con le osservazioni: trovare anche ossigeno ed idrogeno permetterebbe di confermare la natura degli oggetti distrutti.

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