Lucy e Psyche, destinazione asteroidi



La NASA ha scelto le due missioni spaziali che saranno lanciate, nel 2021 e nel 2023, nell’ambito del Discovery Program. Mete finali: sei asteroidi troiani di Giove e un piccolo mondo esotico, quasi tutto di metallo, scoperto nel 1852 da un astronomo italiano.


È una scorpacciata d’asteroidi quella che ci attende nei prossimi anni grazie alla scelta della NASA, annunciata ieri, circa le future missioni del Discovery Program. Alla fine sono rimaste in due, Lucy e Psyche. Verranno lanciate rispettivamente nel 2021 e nel 2023, ed entrambe hanno come obiettivo corpi minori della Fascia principale: sei dei troiani di Giove per Lucy e, per Psyche, lo stranissimo 16 Psyche, un mondo tutto di metallo – dal diametro di 210 km – scoperto nel 1852 da un italiano, lo scienziato Annibale De Gasparis, matematico e astronomo dell’Osservatorio astronomico di Capodimonte, a Napoli. Entrambe con asteroidi nel mirino, dicevamo, ma con obiettivi scientifici ben distinti: guardare indietro nel tempo quello di Lucy, sondare in profondità nello spazio quello di Psyche.

«Essendo resti del materiale primordiale dal quale si sono formati i pianeti esterni», spiega il principal investigator di Lucy Harold Levison, del Southwest Research Institute di Boulder, in Colorado, «gli asteroidi troiani sono depositari d’indizi cruciali per decifrare la storia del Sistema solare. Lucy, proprio come lo scheletro umano fossile dal quale prende il nome, ci porterà a rivoluzionare la comprensione delle nostre origini».

Non meno ghiotte le promesse di Psyche, visto che una fra le ipotesi sul suo intrigante obiettivo – fatto in gran parte di nichel e ferro, proprio come il nucleo terrestre – è che possa trattarsi, appunto, del nucleo di ciò che un tempo era un pianeta grande forse quanto Marte, messo a nudo da ripetute collisioni avvenute miliardi di anni fa.

«Avremo l’opportunità d’esplorare un nuovo tipo di mondo—fatto non di roccia o di ghiaccio, bensì di metallo», dice dunque la responsabile della missione Psyche, Lindy Elkins-Tanton, dell’Arizona State University di Tempe. «In tutto il Sistema solare, 16 Psyche è l’unico oggetto di questo genere di cui siamo a conoscenza, e rappresenta per noi esseri umani la sola possibilità di far visita a un nucleo. Impareremo così com’è fatto lo spazio interno visitando lo spazio esterno».

Come verranno condotte le operazioni? Le due sonde sorvoleranno i loro obiettivi o è previsto anche un contatto? Media INAF lo ha chiesto a Simone Marchi, astrofisico originario di Lucca, con laurea e dottorato conseguiti a Pisa, attualmente ricercatore presso la Space Science and Engineering Division del Southwest Research Institute di Boulder (Colorado, Stati Uniti) e membro di entrambi i team delle missioni selezionate, sia di Lucy che di Psyche.


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«Lucy eseguirà dei passaggi ravvicinati di sei asteroidi troiani e di un asteroide di fascia principale, mentre Psyche entrerà in orbita attorno all’asteroide di fascia principale 16 Psyche. Non è previsto alcun contatto, perché avrebbe fatto aumentare il costo delle missioni oltre il limite consentito dal programma Discovery».

«In anni recenti il budget della NASA non ha permesso di condurre in modo costante le missioni di classe Discovery. A volte il programma è stato ritardato, o, in alcuni casi, solo una missione è stata selezionata a causa di ristrettezze economiche. Nell’ultima selezione il budget ha permesso due missioni, come avvenne anche nel 2001. A parità di qualità scientifica, la selezione finale delle missioni viene fatta principalmente su basi di rischio, sia economico che tecnico. Le missioni a Venere sono notoriamente ad alto rischio, e, se dovessi speculare, questo potrebbe aver fatto spostare l’ago della bilancia verso Lucy e Psyche. Vale la pena notare, inoltre, che se pur entrambe le missioni siano dirette ad asteroidi, la scienza è estremamente complementare. Un aspetto che ci tengo a sottolineare, questo, perché immagino che possa sorgere malcontento, in alcuni settori, per la scelta di due missioni asteroidali».

Psiche è un asteroide gigante di metallo, noto come 16 Psyche, circa tre volte più lontano dal Sole di quanto non sia la Terra. Questo asteroide ha un diametro di circa 210 chilometri e, a differenza di molti altri asteroidi che sono corpi rocciosi o ghiacciati, si ritiene sia composto principalmente di metallo, ferro e nichel, similmente al nucleo della Terra.

Gli scienziati si chiedono se 16 Psyche non sia i resti di un nucleo di un pianeta che all’inizio di formazione del sistema solare avrebbe potuto essere grande come Marte, ma che ha perso i suoi strati esterni rocciosi a causa di una serie di violente collisioni miliardi di anni fa.

Inoltre la missione aiuterà gli scienziati a capire come si siano formati gli strati rocciosi dei pianeti e altri all’inizio della loro formazione.

“Questa è un’opportunità per esplorare un nuovo tipo di mondo – non uno di roccia o ghiaccio, ma di metallo”, ha detto il Principal Investigator di Psiche Lindy Elkins-Tanton dell’Arizona State. “16 Psyche è l’unica oggetto del suo genere conosciuto nel sistema solare, e questo è l’unico modo in cui gli esseri umani potranno mai visitare un nucleo”.

Oltre alla selezione delle missioni Lucy e Psiche la NASA ha deciso di estendere di un altro anno il progetto Near Earth Object Camera (NEOCam).

Il telescopio spaziale NEOCam è progettato per rilevare regioni dello spazio più vicine all’orbita della Terra, dove potrebbero trovarsi asteroidi potenzialmente pericolosi.

Fonte

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