L’aridità estrema della superficie di Marte


Rock Spire in ‘Spirit of St. Louis Crater’ on Mars.


Le analisi su alcune meteoriti rocciose scoperte dal rover Opportunity indicano che la superficie del Pianeta Rosso, almeno all’equatore, è molto più arida del più arido deserto terrestre, tanto da rendere impossibile la sopravvivenza di microrganismi. Se in quelle regioni c’è vita, va cercata in sacche di umidità situate ben al di sotto della superficie.

La superficie di Marte è troppo arida per ospitare la vita, ed  è così da molti milioni di anni. La conferma arriva da uno studio internazionale diretto da Christian Schröder dell’Università di Stirling e pubblicato su “Nature Communications”, nel quale viene illustrata l’analisi di un gruppo di meteoriti individuate dal rover Opportunity nel Meridiani Planum, una pianura poco a sud dell’equatore del pianeta.

Opportunity, che ha toccato il suolo marziano nel gennaio del 2004 ed è ancora operativo, ha percorso finora oltre 43 chilometri. Le meteoriti studiate sono state raccolte in prossimità del cratere Victoria (nelle località di Santa Catarina, Barberton. Santorini e Kasos), fotografate con la speciale fotocamera Pancem di cui è dotato il rover (utile a mettere in rilievo particolari di interesse geologico), e quindi analizzate con spettrometria Mössbauer.

Grazie ai dati collezionati, Schröder e colleghi hanno calcolato per la prima volta un tasso di alterazione chimica per le rocce marziane, ossia il tempo necessario per la formazione di ossidi di ferro a partire dal ferro metallico presente nelle meteoriti.

Uno studio pubblicato l’anno scorso, basato sui dati raccolti da Curiosity nel cratere Gale, aveva suggerito la possibilità che durante la notte, nei primi strati del suolo marziano si condensasse acqua allo stato liquido fortemente salmastra.

Microfotografia si uno dei meteoriti analizati.


“Ma, come mostrano i nostri dati, questa umidità è molto inferiore all’umidità presente anche nei luoghi più aridi della Terra”, spiega Schröder.

Risulta infatti che perché una meteorite marziana raggiunga lo stesso livello di ossidazione di una roccia analoga in un deserto arido della Terra è necessario un tempo da 10 a 10.000 volte superiore, a seconda delle specifiche condizioni ambientali.

“Più di 3 miliardi di anni fa Marte era umido e abitabile. Ma la nostra ricerca ha confermato quanto è asciutto oggi l’ambiente dal pianeta. Perché la vita possa esistere nelle zone che abbiamo indagato, dovrebbe aver trovato sacche di umidità ben al di sotto della superficie, lontano dalla secchezza e dalle radiazioni presenti a livello del suolo”, osserva Schröder. Non a caso, ricordano i ricercatori nell’articolo, già nelle condizioni ambientali del deserto terrestre di Atacama – considerato il luogo il cui suolo si avvicina di più a quello marziano – i campionamenti hanno mostrato livelli di vita microbica quasi inesistenti.

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