La Via Lattea ha un cuore asimmetrico



Un team internazionale di astronomi ha combinato i dati ottenuti da tre telescopi per osservare il buco nero al centro della nostra galassia, svelando una struttura asimmetrica. I risultati su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.


Tu amerai il prossimo tuo storto con il tuo storto cuore. Lo scriveva negli anni ’30 il poeta britannico Wystan Hugh Auden, e probabilmente non immaginava che un giorno questi versi avrebbero potuto in qualche modo descrivere niente meno che la nostra galassia.

Che, secondo un nuovo studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, avrebbe proprio un “cuore storto”: una struttura estremamente asimmetrica si trova infatti nel centro esatto della Via Lattea.

È la scoperta di un gruppo internazionale di 22 astronomi coordinato dall’Università di Radboud, in Olanda, che ha effettuato una serie di osservazioni del buco nero supermassiccio che forma il cuore pulsante della nostra galassia.


Qui si trova la sorgente di onde radio nota agli scienziati come Sagittarius A (abbreviato in Sgr A), che in base ai dati disponibili corrisponderebbe appunto al “cuore nero” della Via Lattea.

Oscuro ma anche turbolento, come hanno mostrato qualche anno fa le immagini ottenute dalla NASA combinando le osservazioni di Hubble, Spitzer e Chandra.

Ora il nuovo studio su Monthly Notices mostra che oltre a essere nero e agitato, Sgr A è pure asimmetrico.


I dati, ottenuti grazie a tre telescopi diversi (il Very Long Baseline Array, il Robert C. Byrd Green Bank Telescope e il Large Millimeter Telescope Alfonso Serrano) sono stati raccolti a maggio del 2015 ed elaborati dal team di ricerca fino alla fine del 2016.

I risultati mostrano una sottile struttura che sembra protendere dalla fonte centrale di Sgr A per poche unità astronomiche (una unità astronomica corrisponde alla media della distanza Terra-Sole).

Da qui l’ipotesi che il centro della Via Lattea possa essere asimmetrico, a differenza di quanto si pensava in precedenza.

Un cuore storto, dunque, che secondo gli autori dello studio potrebbe costituire l’ombra del buco nero che pulsa al centro della nostra galassia.

Fonte

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