Siamo sicuri che l’appendice non serva proprio a nulla?



Secondo uno studio statunitense quest’organo potrebbe avere una importante funzione biologica. Forse quella di aiutare il nostro sistema immunitario.


Una delle prime cose che si impara a scuola è che il nostro organismo ha un certo numero organi rudimentali, come appunto l’appendice, i denti del giudizio e il coccige, ovvero parti del corpo che sono cadute in disuso nel corso della nostra evoluzione. Ma, mentre è ormai assodato che i denti del giudizio provocano solamente molto dolore, l’appendice umana potrebbe essere più di una semplice bomba a orologeria nel nostro addome. A riferirlo è uno studio della Midwestern University che sulla rivista Comptes Rendus Palevol, dimostra come effettivamente questo organo possa svolgere una importante funzione biologica, aiutando il nostro sistema immunitario a combattere le infezioni.

Analizzando la comparsa e la scomparsa dell’appendice in diverse specie mammiferi negli ultimi 11 milioni di anni, il team di scienziati americani ha scoperto che l’organo è sopravvissuto almeno 29 volte (forse addirittura fino a 41 volte) nel corso dell’evoluzione dei mammiferi, ed è stato perso invece solamente 12 volte. “Questo evidenza statistica dimostra che l’appendice è significativamente importante”, spiegano i ricercatori. “Possiamo quindi tranquillamente rifiutare l’ipotesi che questo organo sia una semplice struttura vestigiale, senza una vera e propria funzione nei mammiferi”.

Secondo la comunità scientifica l’appendice umana sarebbe il residuo di un organo che milioni di anni fa svolgeva un ruolo importante e il motivo per cui esiste ancora (occasionalmente deve essere rimosso a causa di un’infiammazione potenzialmente mortale) è che è “evolutivamente troppo costoso” sbarazzarsene del tutto.

In altre parole, il gioco non vale la candela: la quantità di sforzo che ci vorrebbe per la specie umana per perdere gradualmente l’appendice (anche in migliaia di anni) è eccessivo, in quanto nella maggior parte delle persone rimane nell’addome senza far male a nessuno.

Tuttavia, da anni i ricercatori sono alla ricerca di una sua possibile funzione e l’ipotesi per ora più accreditata è che sia il paradiso dei batteri intestinali buoni, ovvero quelli che ci aiutano a mantenere sotto controllo alcune infezioni. Una prova schiacciante ci era arrivata da uno studio di cui si parlava su Scientific American nel 2012, il quale evidenziava come alcune persone, sprovviste di appendice, avevano registrato una maggiore probabilità di recidiva di colite da Clostridium difficile, un’infezione batterica che provoca diarrea, febbre, nausea e dolori addominali.

E ora, il team della Midwestern University è arrivato alla stessa conclusione: per prima cosa ha raccolto i dati sulla presenza o l’assenza dell’appendice in 533 specie di mammiferi negli ultimi 11,244 milioni di anni, tracciando su ogni albero genealogico l’evoluzione dell’appendice e notando come “l’appendice si è evoluta in modo indipendente in diversi mammiferi e quasi mai, una volta acquisita da una stirpe, è stata mai persa”, spiegano i ricercatori. “Questo suggerisce che l’appendice serve probabilmente per uno scopo adattivo”.

Successivamente, i ricercatori hanno considerato vari fattori ecologici, come comportamenti sociali, la dieta, l’habitat e il clima locale, per riuscire a capire quale fosse questo scopo adattivo. Dalle analisi è emerso che le specie che avevano mantenuto o riacquistato l’organo, avevano alte concentrazioni di tessuto linfoide nel cieco, un piccolo sacchetto collegato alla giunzione dell’intestino tenue e crasso. Ciò suggerisce che l’appendice potrebbe svolgere un ruolo importante nel sistema immunitario di una specie, in particolare perché il tessuto linfoide svolge la crescita di alcuni tipi di batteri intestinali benefici.

“L’associazione tra presenza appendice e il tessuto linfoide fornisce il supporto per l’ipotesi immunitaria dell’evoluzione dell’appendice”, concludono i ricercatori. Uno studio questo che offre una prospettiva diversa sull’ipotesi che gli esseri umani abbiano mantenuto l’appendice per il suo sostegno al sistema immunitario. “La sfida è ora quella di dimostrarlo, che è più facile a dirsi che a farsi”. Una cosa è certa: mentre non stiamo cercando di ritrovare le nostre code, è ancora troppo presto per perdere l’appendice.

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