Ricostruite le radici della vita, grazie a batteri “supereroi”


Rappresentazione artistica dell’evoluzione delle cellule complesse.


Sono questi a far luci sui meccanismi finora enigmatici che hanno permesso il salto evolutivo verso gli organismi complessi.


Si chiamano Thor, Odino e Heimdal, come le divinità nordiche, e sono i microrganismi da cui probabilmente sono evolute le forme di vita più complesse, come le piante e gli animali, comparsi quasi 2 miliardi di anni fa. Scoperti da Thijs Ettema, dell’università svedese di Uppala, e descritti su Nature, i batteri “supereroi” fanno luce sui meccanismi finora enigmatici che hanno permesso il salto evolutivo verso gli organismi complessi.



Tutti gli organismi viventi che esistono sul nostro pianeta possono essere divisi in due grandi categorie, quelli più semplici, detti procarioti e che a loro volta si distinguono in batteri e archeobatteri, e quelli più complessi, detti eucarioti che vanno dai funghi fino agli animali. Sappiamo che tutto questo zoo di esseri viventi diversissimi tra loro ha però avuto un’unica origine: un antico organismo ancestrale da cui si sono evolute tutte le forme di vita esistenti oggi. Ma ricostruire questo lunghissimo albero genealogico è un compito difficilissimo e “andando indietro nel tempo tutto diventa nebuloso”, ha spiegato Marco Barucca, dell’Università Politecnica delle Marche.

A essere particolarmente enigmatici sono soprattutto i “salti” evolutivi che hanno segnato ad esempio il passaggio, avvenuto quasi 2 miliardi di anni da, dalle cellule più semplici come i batteri e gli archeobatteri a quelle complesse da cui derivano tutte le forme di vita complesse, tra cui l’uomo.

“Si ipotizzava da tempo – ha detto Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo dell’università di Pavia – che questo salto fosse dovuto a una sorta di ‘fusionè tra differenti microrganismi molto semplici. Ma finora non ne avevamo le prove”.

Il tassello mancante arriva adesso con la scoperta di 3 nuovi archeobatteri, battezzati Thor, Odino e Heimdal, con caratteristiche genetiche tipiche degli organismi complessi e che non si erano mai osservate finora nei procarioti. I tre nuovi archeobatteri sono stati raggruppati sotto la famiglia degli Asgard, la ‘casa degli deì nella mitologia nordica, e potrebbero essere stati uno dei ‘pontì che ha permesso la nascita degli eucarioti.

“Uno degli aspetti affascinanti del lavoro – ha commentato Barucca – è che la scoperta è stata fatta senza ‘trovare” fisicamente i microrganismi ma trovando il loro Dna disperso nell’ambiente. Il Dna è infatti una molecola molto resistente e queste nuove tecniche è possibile rintracciare la presenza di organismi sfuggenti da frammenti genetici che si possono trovare nell’ambiente”.

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