I camuffamenti di Cerere


I materiali individuati da SOFIA sopra e immediatamente sotto la superficie di Cerere.


Grazie ai dati raccolti nel medio infrarosso dall’osservatorio SOFIA è stato possibile individuare la presenza di pirosseno, argilla e carbonati che hanno contribuito a camuffare l’aspetto del pianeta nano.


SOFIA svela la vera natura di Cerere. L’osservatorio ad infrarossi nato dalla collaborazione tra NASA e DLR ha rivolto l’attenzione al più grande oggetto della fascia degli asteroidi, scoprendo  che la sua superficie è ricca di materiale composto da silicati rocciosi, probabilmente frammenti di asteroidi.

La scoperta è in contrasto con le analisi effettuate in precedenza che caratterizzavano Cerere come un corpo ricco di carbonio. Gli scienziati del Laboratoire d’Astrophysique de Marseille del  SETI  e del JPL della NASA, autori dello studio, sono concordi nell’affermare che Cerere è avvolta da uno strato di materiale che ne nasconde il vero aspetto.

“Estendendo le osservazioni nel medio infrarosso – ha spiegato Pierre Vernazza del Laboratoire d’Astrophysique de Marseille (LAM-CNRS / AMU) –  la composizione di Cerere rimane identificabile nonostante vi sia una contaminazione del 20% di materiale proveniente da altrove”. I dati raccolti da SOFIA hanno dimostrato che Cerere, appartenente alla classe di asteroidi di tipo C, ha caratteristiche differenti da quelle riscontrate negli oggetti appartenenti alla medesima classificazione.

“Abbiamo analizzato le proprietà spettrali di Cerere rilevando uno strato molto fine di un silicato secco, chiamato pirosseno – continua Vernazza – le analisi sul pianeta nano effettuate dalla sonda Dawn e dai telescopi terrestri avevano rilevato una notevole quantità di argille e carbonati ma solo grazie a SOFIA siamo stati in grado di dimostrare che sia il pirosseno che i minerali individuati in precedenza sono presenti sulla superficie”.

Per poter individuare la provenienza del pirosseno i ricercatori  hanno rivolto l’attenzione alla particelle di polvere interplanetaria (IDP) comunemente identificate come meteore quando entrano in contatto con l’atmosfera terrestre. Studi precedenti hanno mostrato che queste polveri sono una fonte consistente di materiale accumulato sulla superficie degli asteroidi e gli scienziati ritengono che lo strato presente su Cerere possa aver camuffato il suo aspetto rendendolo simile a quello di un asteroide di classe C. L’esempio di  Cerere non è l’unico riscontrabile nel nostro Sistema Solare: altri casi simili riguardano la luna di Saturno Giapeto e il materiale rossastro presente su Caronte, satellite naturale di Plutone. I risultati della ricerca, grazie all’utilizzo della banda nel medio infrarosso, possono essere d’aiuto nell’identificazione della composizione interna di un asteroide: “ La presenza di argille mescolate con ammoniaca e argilla acquosa su Cerere – conclude Vernazza – fa pensare che il pianeta nano possa essersi formato nelle zone più esterne del Sistema Solare per poi migrare in un secondo tempo nella sua posizione attuale”.

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