Il caffè fa bene agli over 60 : ecco come contrasta le infiammazioni



La caffeina e alcuni metaboliti affini sarebbero in grado di contrastare il processo infiammatorio, bloccando gli effetti dell’adenina e dell’adenosina sulle cellule immunitarie.


Tra i vari benefici per la salute associati al consumo moderato di caffè, i ricercatori della Scuola di Medicina dell’Università di Stanford (California) potrebbero averne individuato un altro, ovvero il contrasto all’infiammazione, in particolar modo al processo infiammatorio che si innesca in età avanzata. Com’è noto, la caffeina è una sostanza stimolante ed eccitante in grado di tenerci svegli; ciò, secondo alcuni studi, dipenderebbe dall’azione bloccante che essa ha sui recettori dell’adenosina nelle cellule cerebrali. I ricercatori americani, coordinati dal professor Mark Davis, hanno ipotizzato che la caffeina e metaboliti affini – come la teobromina nel cioccolato e la teofillina nel tè – possano bloccare l’adenosina anche nelle cellule immunitarie, contrastando di conseguenza le molecole responsabili dell’infiammazione.

Il team di ricerca era inizialmente concentrato su studi genetici sull’invecchiamento, e durante le analisi ha scoperto che nei pazienti con un’età compresa tra i 60 e gli 89 anni vi era una tendenza superiore a produrre un complesso di molecole immunitarie responsabili dell’attivazione dell’interleuchina 1 beta o IL-1B, che è la più potente citochina infiammatoria, nota per essere associata anche a varie patologie come cancro, malattie cardiovascolari e demenze alla stregua del Morbo di Alzheimer. Gli anziani che avevano una minor produzione di IL-1B erano generalmente più in salute degli altri, avevano una pressione del sangue migliore e arterie meno rigide. Attraverso un questionario sottoposto successivamente è emerso che questi ultimi consumavano con maggiore frequenza e regolarità caffè, tè e bevande affini.

Per dimostrare il legame tra queste sostanze e il blocco dell’azione infiammatoria, gli scienziati hanno trattato con la caffeina cellule immunitarie umane in coltura, evidenziandone il ruolo attivo contro le molecole che innescano l’infiammazione. Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati su Nature Medicine, richiederà ulteriori approfondimenti poiché non è stato chiarito come effettivamente la caffeina riesca ad interferire col processo infiammatorio.

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