Meteoriti che riscrivono la storia


Una ricerca condotta su meteoriti caduti sulla Terra in epoche remote dimostra che il passato del sistema solare è stato molto più movimentato di quanto pensassimo. Una collisione risalente a 500 milioni di anni fa ha infatti colpito un asteroide frammentandolo, e portando a Terra materiali di composizione molto diversa da quella dei meteoriti attuali. I risultati ci impongono di rivedere i nostri modelli per l’evoluzione del sistema solare.


Cinquecento milioni di anni fa, nei nostri dintorni spaziali, è avvenuta un’enorme collisione. Qualcosa ha colpito un asteroide riducendolo in frammenti, che a loro volta sono caduti a Terra come meteoriti. In un articolo appena pubblicato su Nature Astronomy, un team di scienziati ha studiato in dettaglio la datazione dei flussi meteorici, scoprendo che quelli considerati rari ai nostri giorni erano comuni nell’epoca precedente a quella grande collisione.

Per ricostruire il passato dei flussi di meteoriti, il team è andato in cerca di grani nei sedimenti marini nelle coste nord-occidentali della Russia. I ricercatori hanno analizzato 43 meteoriti, e più della metà dei grani minerali si sono rivelati molto rari rispetto ai flussi odierni. Questo comporta, con tutta probabilità, la necessità di rivedere la nostra attuale comprensione dello sviluppo del Sistema solare.

«I nostri risultati mostrano che, 470 milioni di anni fa, i meteoriti erano drammaticamente diversi da quelli che vediamo oggi», dice Birger Schmitz della Lund Univeristy, co-autore dello studio. «Finora abbiamo sempre dato per scontato che il Sistema solare fosse stato stabile negli ultimi 500 milioni di anni, e abbiamo immaginato che le tipologie di meteoriti caduti sulla Terra siano rimasti simili, ma ora sappiamo che non è così. Grazie a questo tipo di studi siamo in grado di effettuare ricostruzioni dettagliate dell’evoluzione del sistema solare».

«Osservare le tipologie di meteoriti cadute a Terra negli ultimi cento milioni di anni non fornisce un quadro completo», spiega Philipp Heck, del The Field Museum di Chicago, primo autore dell’articolo. «È come guardare fuori dalla finestra in una giornata invernale, e vedendo un panorama innevato concludere che ogni giorno dell’anno avremo la neve. I minerali contenuti nei meteoriti si mantengono invariati anche dopo centinaia di milioni di anni, e dunque li possiamo usare per tracciare la composizione delle meteoriti stesse».

L’analisi della composizione chimica dei grani raccolti ha dimostrato che meteoriti e micrometeoriti che cadevano prima di 470 milioni di anni fa sono diverse da quelli che sono cadute da allora. Un buon 34 per cento di meteoriti risalenti a epoche precedenti alla collisione appartengono alla categoria delle acondriti primitive (solo lo 0.45 per cento delle meteoriti odierne fa parte di questa categoria). Altre meteoriti antiche si sono rivelate frammenti di Vesta, l’asteroide più massiccio della fascia principale, che ha subito una collisione importante più di un miliardo di anni fa.

«Studiare il materiale meteoritico proveniente dalla fascia degli asteroidi è un po’ come osservare le frane che sono avvenute in momenti diversi su una montagna», spiega William Bottke del Southwest Research Institute. «Le rocce che si trovano alla base della montagna potrebbero essere il frutto di piccole frane recenti, mentre andando indietro nel tempo potremmo trovare frane precedenti e più importanti. La stessa cosa accade per gli eventi di frammentazione di asteroidi: alcuni eventi minori generano il flusso di materiale attuale, ma in passato ci sono stati episodi più violenti che hanno dominato»

Immagine ottenuta al microscopio elettronico di una micrometeorite che gli scienziati ritengono provenire dall’asteroide Vesta.

«Saperne di più sui diversi tipi di meteoriti che sono caduti nel corso del tempo ci permette di comprendere meglio come si è evoluta la fascia principale degli asteroidi, e come sono avvenute le collisioni al suo interno», aggiunge Heck. «L’idea è di studiare diverse finestre temporali, in modo da ottenere un quadro chiaro di come si sono formati ed evoluti i diversi corpi all’interno del sistema solare».


Leggi su Nature Astronomy l’articolo “Rare meteorites common in the Ordovician period” .

Fonte

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