Gaia a caccia di asteroidi


L’asteroide individuato da Gaia il 26 ottobre.


La missione ESA sta identificando gli oggetti in movimento presenti nel Sistema Solare. Primo obiettivo individuato 2016 UV56, scovato in un’area poco osservata della Fascia degli asteroidi.


Gaia cacciatrice di asteroidi. La sonda ESA ha svolto fin dall’inizio della sua vita operativa un ruolo fondamentale per la catalogazione degli oggetti che transitano nel Sistema Solare.

L’obiettivo principale della missione, è realizzare una mappa tridimensionale della Via Lattea e i risultati non si sono fatti attendere: la sonda ha operato nel pieno della sue funzioni e lo scorso settembre  sono arrivati anche i primi dati in 3D, un catalogo composto da oltre un miliardo di stelle.

Ora Gaia dopo aver osservato alcuni  asteroidi già noti ha contribuito per la prima volta alla ricerca di nuovi, ancora sconosciuti alla comunità scientifica.  Questi oggetti appaiono come punti nei dati raccolti dalla sonda e una volta identificati vengono confrontati con le orbite degli asteroidi già noti.

Il processo di identificazione passa per IDT (Initial Data Processing ) un software sviluppato dall’Università di Barcellona e situato al Centro Elaborazione Dati dell’ESAC. IDT mette a confronto diverse porzioni della stessa area e individua gli oggetti che transitano nel campo visivo di Gaia. Una volta trovati, i valori anomali vengono elaborati dal data center del CNES, dedicato allo studio degli oggetti del Sistema Solare.

Gli scienziati del CNES incrociano i dati rilevati con quelli di tutti i corpi minori conosciuti nel Sistema Solare e se non viene trovata una corrispondenza, allora la sorgente è un asteroide sconosciuto oppure uno osservato di sfuggita di cui non si conoscono i parametri orbitali. E’ il caso dell’oggetto individuato da Gaia lo scorso 26 ottobre   – Gaia-606 in  seguito rinominato 2016 UV56 – che era già stato individuato in precedenza ma non era presente in nessun catalogo.

Asteroidi rivelati da Gaia.


L’oggetto è stato identificato nella Fascia principale degli asteroidi, densamente popolata di corpi minori. La sonda è stata in grado di individuarlo in un’area vicina al Sole visto dalla Terra. Le osservazioni sono effettuate solitamente di notte dalla Terra quando l’angolo tra la sorgente e il Sole è abbastanza grande. Gaia invece, può scrutare il cielo in qualsiasi momento e ha la capacità di osservare oggetti molto vicini al Sole, in questo modo può intercettare il cammino degli asteroidi Atira, la cui orbita giace all’interno di quella terrestre.

“Sapevamo già che Gaia era in grado di caratterizzare le proprietà fisiche degli asteroidi conosciuti – commenta Paolo Tanga, planetary Scientist per l’Observatoire de la Côte d’Azur –  ora possiamo utilizzare la sonda per la ricerca di nuovi corpi minori e aumentare il numero degli asteroidi presenti nel catalogo degli oggetti del Sistema Solare”.

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