Perché i poli magnetici della Terra potrebbero essere in procinto di invertirsi



Non sarebbe la prima volta che accade, né l’ultima. I poli magnetici si sono invertiti decine di volte nella storia della Terra. Ecco che cosa succede e quali possono essere le conseguenze per la vita.


Il campo magnetico della Terra circonda il nostro pianeta come un campo di forza invisibile che devia le particelle cariche provenienti dal Sole, proteggendo così la vita dalle radiazioni nocive.

Lungi dall’essere costante, questo campo è in continua evoluzione.

In effetti, la storia del nostro pianeta ha visto diverse centinaia di inversioni di polarità del campo magnetico, fenomeno nel quale i poli nord e sud magnetici si scambiano di posto.

Se fino a qualche tempo fa si credeva che questo fenomeno impiegasse migliaia di anni per completarsi, uno studio pubblicato nel settembre del 2014 su Geophysical Journal International, a cui hanno partecipato anche ricercatori italiani, ha invece mostrato qualcosa di sconcertante.

Come spiega l’articolo comparso su Focus, studiando e datando i sedimenti di un antico lago che ora affiora nei pressi di Popoli, in Abruzzo, i geologi sono stati in grado di determinare che l’inversione chiamata transizione Matuyama-Brunhes è avvenuta in un tempo brevissimo: meno di un secolo!

Geologicamente, stiamo parlando di un fenomeno quasi istantaneo. «La nostra stima più conservativa è che si sia sviluppata in meno di un secolo, probabilmente molto meno», spiega Biagio Giaccio, ricercatore dell’Igag-Cnr.

Il campo magnetico è il risultato di una serie complessa di fattori. Benché la causa principale sia da attribuire al moto vorticoso del nucleo di ferro liquido della Terra, alla generazione del campo contribuiscono numerosi altri fenomeni, dal magnetismo delle rocce alle correnti oceaniche di acqua salata.

Gli studi hanno dimostrato che le inversioni polari sono precedute da un indebolimento del campo magnetico, che può scendere fino al 10% della sua attuale forza.


Durante il convegno Living Planet Symposium 2016 , Chris Finlay, del Technical University, Danimarca, attraverso i dati raccolti dai satelliti lanciati dall’agenzia spaziale europea, ha mostrato che il campo magnetico terrestre si sta indebolendo.

Secondo Larry Newitt, del Geological Survey of Canada, ciò potrebbe voler dire che il campo magnetico è vicino ad un’inversione: il nord magnetico potrebbe spostarsi sempre più verso sud fino a raggiungere la regione del Polo Sud. Va ribadito che non sarà la Terra a capovolgersi, ma solo il suo campo magnetico.

Non esistendo un modello di riferimento, non tutti i ricercatori sono concordi con le affermazioni di Filay e Newitt.

L’indebolimento del campo magnetico durante un’inversione diminuirà l’effetto di schermatura, consentendo livelli maggiori di radiazioni sulla superficie terrestre.

Se accadesse oggi, un aumento delle particelle cariche in arrivo Terra si tradurrebbe in un aumento dei rischi per il funzionamento dei satelliti e delle infrastrutture elettriche terrestri.

L’impatto del tempo trascorso senza elettricità, riscaldamento, aria condizionata, acqua corrente, GPS o Internet, è difficilmente valutabile. I blackout diffusi potrebbero provocare danni economici nella misura di decine di miliardi di euro al giorno.

In termini di vita sulla Terra e di impatto diretto sulla nostra specie, non è possibile prevedere cosa ci accadrà, dato che l’ultima inversione completa è avvenuta 780 mila anni fa e noi non c’eravamo ancora.

Alcuni studi recenti hanno cercato di collegare le inversioni del passato con le grandi estinzioni di massa e con l’aumento del vulcanismo terrestre. Tuttavia, non vi sono prove dirette che l’aumento dell’attività vulcanica globale sia il campanello d’allarme di un’imminente inversione.

Sappiamo che molte specie animali hanno una qualche forma di ricezione magnetica, che permette loro di percepire il campo magnetico terrestre e di orientarsi durante le migrazioni. Tuttavia, non è chiaro il tipo di impatto che un’inversione potrebbe avere su tali specie.

Quello che è certo è che gli esseri umani sono sopravvissuti all’evento Lascamp, avvenuto circa 41 mila anni fa, e la stessa vita è sopravvissuta alle centinaia di inversione evidenziate dai dati raccolti dalla ricerca geologica.

Ad ogni modo, il tema delle inversioni polari magnetiche è ancora un territorio da esplorare. Purtroppo, ad oggi, non esistono un modelli che permettano di fare previsioni.

Fonte

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