La sonda Cassini fa un bello zoom sugli anelli di Saturno


La missione internazionale Cassini si avvia al suo Gran Finale. Nel mentre approfitta della sua vista privilegiata per realizzare la fotogallery più dettagliata di sempre.


Dopo quasi tredici anni di intensa attività, la sonda Cassini non ha nessuna intenzione di allentare il ritmo. In queste ultime settimane, grazie alle sue orbite strette, è riuscita a raccogliere immagini degli anelli di Saturno con un dettaglio senza precedenti.

La distanza estremamente ravvicinata a cui riesce ad arrivare la sonda (poche decine di migliaia di km) permette agli scienziati di osservare le perturbazioni presenti negli anelli, che creano addensamenti di forma allungata (detti “straw”), e le strutture che somigliano a eliche dovute alla presenza di piccole lune (chiamate “propeller”).

L’immagine mostra la parte esterna dell’anello B di Saturno. La sonda Cassini, al momento dell’acquisizione dell’immagine, si trovava a circa 52 mila km dagli anelli, e questo ha permesso alla sua camera a grande angolo di raggiungere l’incredibile dettaglio di 360 metri per pixel.


Questa immagine raccolta dalla sonda Cassini mostra un’onda densità presente nell’anello A di Saturno (sulla sinistra), a circa 140 mila km dal pianeta. Al momento dell’acquisizione, la sonda si trovava a circa 56 mila km di distanza dagli anelli.


Sebbene Cassini abbia scoperto queste caratteristiche degli anelli diversi anni fa, il nuovo punto di vista privilegiato permette di osservarle con maggior dettaglio.

Le immagini raccolte in questi giorni raggiungono infatti una risoluzione di 550 metri per pixel.

Attualmente Cassini è nel pieno della sua penultima missione, che prevede 20 orbite ravvicinate, a sfiorare il bordo esterno del sistema di anelli. A partire dal 26 aprile, la sonda entrerà nella sua fase finale, durante la quale percorrerà 22 orbite ancora più strette, infilandosi nello spazio che separa tra loro gli anelli e il pianeta.

Alcune delle strutture studiate con le immagini più recenti non erano state osservate con tanta accuratezza dal 2004, ovvero quando la sonda è arrivata a Saturno. All’epoca le perturbazioni presenti negli anelli erano sconosciute, e sebbene i propeller fossero rilevabili dalle immagini raccolte all’arrivo, sono stati scoperti solo con un’analisi successiva.

Nel 2004 Cassini si trovava più vicina agli anelli di quanto non sia ora, ma la qualità delle immagini non è altrettanto alta. Questo perché allora la sonda osservava il lato retroilluminato degli anelli, e per minimizzare i problemi dovuti al movimento della sonda stessa il team ha preferito impostare esposizioni brevi. Per questo motivo le immagini raccolte sono un po’ buie, sebbene scientificamente ricche di informazioni.

Le immagini raccolte durante le campagne osservative che preparano Cassini al gran finale stanno invece catturando sia il lato retroilluminato che quello colpito dal Sole. Inoltre le missioni sono composte da decine di passaggi successivi, che permettono di mettere a confronto panorami simili al passare del tempo.

Un dettaglio dell’anello A visto dalla sonda Cassini. La risoluzione di questa immagine è due volte migliore rispetto a qualunque altra ripresa precedente di questo anello. Le imperfezioni bianche sono dovute a raggi cosmici e particelle cariche.


«Avendo contribuito a pianificare la raccolta di immagini durante l’orbita di inserimento, sono molto sorpresa da quanto questa nuova campagna abbia migliorato il livello di dettaglio con cui possiamo studiare gli anelli», dice Carolyn Porco dello Space Science Institute.

Nell’immagine l’anello B di Saturno visto dalla sonda Cassini. Gli scienziati non sanno con precisione cosa provochi le strutture osservate, ma sperano che con queste nuove immagini dettagliate sarà possibile condurre nuove indagini.


Dopo quasi tredici anni in orbita attorno a Saturno, il team Cassini ha una comprensione molto più profonda del signore degli anelli del sistema solare, ma è anche preparato ad accogliere nuove informazioni e sorprese.

«Queste nuove immagini, così ravvicinate, rappresentano una finestra completamente nuova sugli anelli di Saturno», spiega Mattew Tiscareno, ricercatore presso il SETI Institute e responsabile della pianificazione delle campagne di osservazione durante le fasi finali della missione Cassini.

Fonte, Fonte delle immagini

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