Il dinamismo geologico di Cerere



Dopo la scoperta di Ahuna Mons, il pianeta nano sotto la lente degli studiosi che ipotizzano la presenza di altri criovulcani. I risultati dell’indagine pubblicati online su Geophysical Research Letters.


Ahuna Mons, criovulcano immortalato dalla sonda Dawn – missione della NASA cui ha contribuito anche l’Italia con lo spettrometro VIR-MS, fornito dall’ASI e realizzato da Finmeccanica-Selex ES sotto la guida scientifica dell’INAF-IAPS – potrebbe non essere un ‘unicum’ sulla superficie di Cerere, il pianeta nano scoperto nel 1801 dall’astronomo italiano Giuseppe Piazzi.

Lo sostiene l’articolo “The vanishing cryovolcanoes of Ceres”, recentemente accettato per la pubblicazione su Geophysical Research Letters, rivista dell’American Geophysical Union, e al momento disponibile online.

Il gruppo di lavoro che ha curato lo studio, coordinato da Michael Sori del Lunar and Planetary Laboratory presso l’Università dell’Arizona, ha ipotizzato che il solitario Ahuna Mons (altezza media 4 chilometri), in un remoto passato, sarebbe stato in ‘compagnia’ di analoghe formazioni geologiche oggi scomparse.


Secondo gli studiosi, gli altri criovulcani dovrebbero aver subito dei processi di deformazione che, nel corso del tempo, li avrebbero spianati al punto da rendere impossibile la loro individuazione sulla superficie di Cerere.

I ricercatori ritengono che il livellamento di questi antichi criovulcani non si possa attribuire ad agenti erosivi esterni, come la pioggia o il vento, in quanto il pianeta nano – in base alle rilevazioni effettuate dallo strumento GRaND di Dawn – sembra avere un’atmosfera debole e precaria. Il team ha quindi ipotizzato l’entrata in gioco di un altro processo chiamato ‘rilassamento viscoso’ (viscous relaxation) che comporta un decadimento del materiale solido.

Un fenomeno del genere, sostengono gli autori dello studio, è riscontrabile per i ghiacciai della Terra e, date le caratteristiche di Cerere, i suoi antichi criovulcani potrebbero aver vissuto questo processo. Gli studiosi hanno quindi elaborato un esemplare di criovulcano basandosi sulle dimensioni di Ahuna Mons per calcolare la velocità del livellamento.

Per dare il via al ‘rilassamento viscoso’, il modello in questione deve presentare una composizione in cui il ghiaccio d’acqua è superiore al 40%; il tasso di livellamento sarebbe quindi compreso tra 10 e 50 metri per ogni milione di anni, rendendo man mano irriconoscibile il criovulcano.

Secondo gli studiosi, Ahuna Mons, che dovrebbe avere al massimo 200 milioni di anni, è ancora così evidente perché si tratta di una struttura che, dal punto di vista geologico, mostra segni di ‘giovinezza’. Il prossimo passo, per il team della ricerca, sarà cercare di identificare i resti degli antichi criovulcani, anche per approfondire la storia della formazione di Cerere.


Lanciata il 27 settembre 2007 dalla base di Cape Canaveral, la sonda Dawn è entrata nell’orbita di Cerere –  il più grande oggetto della fascia degli asteroidi – il 6 marzo 2015, dopo aver fatto ‘tappa’ nell’orbita dell’asteroide Vesta, raggiunto nel 2011. Scopo della missione è lo studio di asteroidi e pianeti nani per approfondire l’origine e l’evoluzione del Sistema Solare.

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