La lenta agonia di una stella



I telescopi spaziali NASA Chandra e Swift, e XMM-Newton dell’ESA, hanno osservato il banchetto di un buco nero a 1,8 miliardi di anni luce dalla Terra. Un fenomeno protrattosi per dieci anni, un record per questo tipo di eventi.


Un pasto lungo un decennio. Tanta è stata l’agonia di una stella, due volte più massiccia del Sole, che si è venuta a trovare nel posto sbagliato. Fatta a pezzi, è stata mangiata un boccone alla volta da un buco nero cannibale. È la prima volta che gli astronomi osservano questo tipo di banchetto cosmico per un periodo così lungo.

Merito dei sofisticati occhi dei telescopi spaziali NASA Chandra X-ray Observatory e Swift, realizzato con il contributo dellìASI, e XMM-Newton dell’ESA. I dettagli di questo evento cosmico sono illustrati in uno studio pubblicato su Nature Astronomy, condotto da ricercatori dell’Università del New Hampshire.

Protagonista del fiero pasto il buco nero supermassiccio denominato XJ1500+0154, localizzato al centro di una piccola galassia a circa 1,8 miliardi di anni luce dalla Terra.

I tre satelliti hanno catturato la radiazione emessa dalla materia stellare mentre viene fatta a brandelli. Man mano che precipita dentro il buco nero, infatti, il materiale risucchiato si riscalda, emettendo un brillamento molto intenso, che dà agli astronomi la prova della presenza del buco nero, per definizione invisibile direttamente.

L’evento è stato osservato per la prima volta da XMM-Newton nel 2005, e ha raggiunto un picco di luminosità nel 2008, nelle osservazioni di Chandra. Negli anni successivi poi i due telescopi, cui si è aggiunto nel tempo anche Swift, hanno continuato a osservarlo più volte.

“Siamo stati testimoni della spettacolare e prolungata morte di una stella – afferma Dacheng Lin, coordinatore del team Usa -. Decine di eventi di questo tipo sono stati osservati sin dagli Anni ’90, ma nessuno mai così prolungato”.

Nelle osservazioni effettuate dagli astronomi Usa il buco nero si accresce molto rapidamente. Secondo gli autori, questa estrema voracità dà conto della capacità di questi particolari oggetti cosmici di raggiungere masse di miliardi volte quelle del Sole.


Leggi su arxiv.org: “A likely decade-long sustained tidal disruption event”.

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