Ponte ‘stellare’ tra le due Nubi di Magellano


Le due Nubi di Magellano appaiono collegate tra loro. Lo sostiene uno studio pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society e basato sui dati di Gaia.


 

Sono le ‘vicine di casa’ della Via Lattea e il legame tra di loro sarebbe ancor più stretto grazie ad un ‘ponte’ fatto di stelle. Si tratta delle due galassie-satellite della nostra, intitolate al celebre navigatore portoghese Ferdinando Magellano e classificate come Grande Nube di Magellano (sigla internazionale LMC) e Piccola Nube di Magellano (sigla internazionale SMC).

Il ‘duetto’ galattico e il loro collegamento sono saliti agli onori della cronaca per lo studio “Clouds, Streams and Bridges. Redrawing the blueprint of the Magellanic System with Gaia DR1”, coordinato dai ricercatori dell’Università di Cambridge e recentemente pubblicato sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

Il team della ricerca si è giovato del fondamentale apporto dei dati raccolti da Gaia, la missione ESA lanciata nel 2013 con il compito di realizzare una mappa tridimensionale della Via Lattea, che vede coinvolto anche il nostro Paese con un contributo di eccellenza al Data Processing and Analysis Consortium (DPAC) tramite l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Istituto Nazionale di Astrofisica.

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L’alone che circonda le due galassie e in bianco il ponte di stelle RR Lyra che le congiunge.

Gli scienziati hanno analizzato con cura le zone intorno alle due Nubi e hanno utilizzato i dati della missione ESA per selezionare una tipologia di stelle molto antiche, le RR Lyrae, ritenute di grande importanza per lanciare uno sguardo nella storia della coppia di galassie, con particolare riferimento alla loro massa e alla loro interazione.

Grazie al potente sguardo elettronico di Gaia, il gruppo di lavoro ha potuto quindi osservare un sottile ‘ponte’, costituito dalle RR Lyrae, che collega le due Nubi e che si estende per 43mila anni luce.

Sino a questo momento la presenza di correnti di stelle nell’area delle Nubi era stata ipotizzata, ma mai osservata.

Questi movimenti si formano quando un oggetto celeste, come appunto una galassia nana o un cluster stellare, comincia a subire l’influenza del corpo intorno al quale orbita.

Le forze in campo, secondo gli astronomi, fanno estendere la galassia di massa minore (Piccola Nube) in direzioni opposte, sia verso la galassia di massa predominante (Grande Nube) sia lontano da essa. Il risultato di questo fenomeno è la formazione, nelle aree periferiche della galassia satellite, di piccole regioni dove la sua forza gravitazionale è bilanciata da quella della galassia di massa maggiore. Le stelle che si trovano in queste zone abbandonano la Piccola Nube e cominciano ad orbitare intorno alla Grande, lasciando una traccia luminosa nel cielo.

Il ‘ponte’ delle RR Lyrae, almeno in parte, sarebbe costituito da astri della Piccola Nube strappate via dalla ‘sorella maggiore’, un ‘rapimento’ databile a circa 200 milioni di anni fa, quando le due galassie nane sono passate relativamente vicine l’una all’altra. Le rimanenti stelle del collegamento, invece, sarebbero state sottratte dalla Via Lattea alla Grande Nube.

Questa connessione stellare, quindi, apre nuovi scenari di studio per approfondire la storia delle interazioni tra le due Nubi e tra di esse e la nostra galassia.


Leggi: “Clouds, Streams and Bridges. Redrawing the blueprint of the Magellanic System with Gaia DR1” 

Fonte

 

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