L’alba della nebulosa solare



Scienziati del Massachusetts Institute of Technology hanno ricostruito, attraverso misure delle proprietà magnetiche di quattro antiche meteoriti, la durata in vita del disco di gas e polveri dal quale hanno preso forma il Sole e i suoi pianeti.


Una gigantesca nuvola di idrogeno e polveri collassa sotto il suo stesso peso, dando vita a una struttura a forma di disco. La maggior parte del materiale interstellare si addensa al centro, dove si accende una stella. Il resto condensa per dare origine a proto-pianeti. È l’alba del Sistema Solare.

Gli scienziati del Massachusetts Institute of Technology (MIT) hanno fatto un viaggio indietro nel tempo di circa 4,6 miliardi di anni, effettuando una stima dell’esistenza in vita della cosiddetta nebulosa solare, abbozzo del futuro Sistema Solare.

Come illustrato in uno studio appena pubblicato su Science, il disco primigenio del nostro sistema planetario ebbe una durata di circa 4 milioni di anni. In questo arco di tempo, secondo quanto ricostruito dagli scienziati del MIT, si formarono, ad esempio, i giganti gassosi Giove e Saturno.

“Tutto è avvenuto nelle fasi iniziali della storia del Sistema Solare – spiega Benjamin Weiss, del MIT -. Sicuramente, i pianeti hanno completato la loro evoluzione in un secondo momento, ma le strutture su larga scala si sono costituite nel corso dei primi 4 milioni di anni”.

I ricercatori del MIT sono giunti alle loro conclusioni studiando le proprietà magnetiche di meteoriti risalenti agli albori del Sistema Solare. Gli esperti hanno, in particolare, analizzato campioni di quattro sassi cosmici, rinvenuti rispettivamente in Argentina, Brasile, Antartide e nel deserto del Sahara. Tutti contengono uranio, fondamentale per una corretta datazione.

In base alle analisi effettuate, la formazione di queste meteoriti è stata datata a 4,653 miliardi di anni fa. All’incirca 4 milioni di anni dopo la nascita del primo abbozzo di Sistema Solare. Una stima della durata della nebulosa solare, quella basata su studi di paleomagnetismo, più precisa delle precedenti, incentrata invece sull’osservazione di stelle lontane.

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