Scoperta la presenza di molecole organiche sulla superficie di Cerere


Questa immagine composita(sopra) a colori intensificati è stata ottenuta dallo spettrometro di mappatura nel visibile e nell’infrarosso a bordo di Dawn. Mostra l’area intorno al Cratere Ernutet su Cerere. Lo strumento ha rilevato l’evidenza dei materiali organici in questo settore, come riportato in uno studio di quest’anno sulla rivista Science. In questa vista, le aree che appaiono rosa rispetto allo sfondo sembrano essere ricche di sostanze organiche, mentre le aree verdi sono dove il materiale organico appare essere meno abbondante.

La luce con una lunghezza d’onda di 2000 nanometri è mostrata in blu, quella a 3400 nanometri è mostrata in verde e infine a 1700 nanometri è in colore rosso.


Sulla superficie di Cerere, l’oggetto più grande tra quelli che popolano la fascia principale del Sistema Solare, sono state individuate per la prima volta in modo inequivocabile tracce di materiale organico, in gran parte costituito da composti alifatici. La scoperta è stata realizzata da un team di ricercatori coordinati da Maria Cristina De Sanctis dell’Istituto Nazionale di Astrofisica grazie alle osservazioni dello spettrometro italiano VIR a bordo della missione spaziale Dawn della NASA. VIR è stato fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) sotto la guida scientifica dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

«Mai prima d’ora avevamo avuto un’evidenza così marcata della presenza di molecole organiche alifatiche su un corpo celeste oltre la Terra da dati di missioni spaziali» dice De Sanctis, prima autrice dell’articolo che descrive la scoperta, pubblicato nell’ultimo numero della rivista Science.

Questa immagine a colori intensificati( sopra), fatta con i dati provenienti dalla telecamera a bordo di Dawn, mostra l’area intorno al cratere Ernutet. Le porzioni di colore rosso vivo appaiono più rosse rispetto al resto di Cerere. In uno studio del 2017 sulla rivista Science, i ricercatori del team scientifico Dawn hanno scoperto che queste zone rosse intorno a Ernutet sono associati con evidenti tracce di materiale organico. Il cratere Ernutet misura circa 52 chilometri di diametro e si trova nell’emisfero settentrionale. Può anche essere visto in PIA20570. Questa immagine è stata pubblicata in uno studio del 2017 sulla rivista Icarus.


«Per questo la scoperta è importante: il nostro gruppo, che vede coinvolti molti colleghi dell’INAF, ha scoperto in modo inequivocabile su una ampia area della superficie di Cerere, pari a circa 1000 chilometri quadrati, la presenza di materiale organico. Tali composti possono essere considerati i ‘mattoni’ che costituiscono molecole legate a processi biologici».

Il materiale organico è stato individuato in una ampia regione di Cerere in prossimità del cratere Ernutet. Il materiale è distribuito in gran parte in prossimità del cratere ma anche in piccole aree più distanti. Le osservazioni dello spettrometro VIR sono state condotte durante una serie di passaggi nei quali la sonda Dawn si è trovata ad altezze comprese tra 4300 e 385 chilometri dalla superficie.

Secondo i ricercatori, due sono le possibili cause della notevole concentrazione di materiale organico rinvenuto nella regione del cratere Ernutet: l’impatto sulla superficie di Cerere di un corpo celeste ricco di tali composti o la formazione di molecole organiche direttamente sul pianeta nano. Gli scienziati, pur non escludendo del tutto il primo scenario, propendono per il secondo, secondo il quale i composti rinvenuti sarebbero il risultato di processi chimici innescati da attività idrotermale.

Il cratere Ernutet è ripreso anche in questa immagine, scattata dalla sonda Dawn della NASA. Il cratere misura 52 chilometri di diametro e si trova nell’emisfero settentrionale di Cerere.


«L’importanza di questa scoperta è data dal fatto che la superficie di Cerere è particolarmente ricca di fillosilicati, – sostanzialmente argille –, composti ammoniati e anche ghiaccio d’acqua in abbondanza» aggiunge De Sanctis. «Non solo: in una zona del pianeta nano è stata riscontrata la più consistente distribuzione di carbonati al di fuori della Terra. Tutte caratteristiche che creano un ambiente favorevole a sostenere il possibile sviluppo di una chimica prebiotica su Cerere».

«Lo spettrometro italiano VIR, fornito da ASI e realizzato dall’industria italiana sotto la guida del Team INAF/IAPS, è una strumentazione di eccellenza a bordo della missione DAWN. L’Italia ha un’esperienza più che ventennale su questo tipo di strumentazione scientifica largamente usato per le missioni di esplorazione del sistema solare; la scoperta della presenza di molecole organiche sulla superficie di Cerere rappresenta un’ulteriore conferma della leadership italiana in questo campo» dice Barbara Negri, responsabile ASI dell’Esplorazione e Osservazione dell’Universo.

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