Così la vita è riesplosa subito dopo la più grande estinzione di massa


Un deposito di fossili ritrovato negli Usa dimostra come il mare si sia ripopolato in tempi rapidissimi dopo il cataclisma di 252 milioni di anni fa. Eppure la Terra non era mai stata così vicina alla scomparsa totale della vita.


Veniva dipinta come un’epoca priva di vita. Vulcani, cenere, mari pieni di zolfo e vuoti di ossigeno: la più grande estinzione di massa della Terra, avvenuta alla fine del Permiano, 252 milioni di anni fa, cancellò fra il 90 e il 96% delle specie viventi. E ci vollero decine di milioni di anni, si riteneva, affinché pesci e animali tornassero a popolare il mondo.

Ora questo quadro dominato dal grigio si è improvvisamente riempito di colore. Un deposito di fossili, scoperto per caso negli Stati Uniti, si è rivelato un tesoro di specie marine. Spugne, pesci, alghe, crostacei, rettili, molluschi e perfino squali avevano ripopolato quelle acque considerate inadatte alla vita già 1,3 milioni di anni dopo la grande estinzione: un batter di ciglia, nella scala dei tempi geologici. Con quello restituito dai fossili ritrovati ai piedi di una collina di Paris, nell’Idaho orientale, che è subito diventato un inno alla vita.

Lo scopritore dei fossili, L.J. Krumenacker (oggi un dottorando in geologia all’università del Montana), ha raccontato al New York Times di un giorno in cui, ancora adolescente, aveva organizzato un’escursione a caccia di fossili. Quando spaccò la prima roccia col martello, saltarono fuori otto denti di pescecane fossilizzati. Risalivano, avrebbe scoperto poi, a 250 milioni di anni fa.

Oggi del tesoro di Paris si è scoperto molto. I 750 esemplari completi appartenenti a 30 specie diverse saltati fuori da quelle pietre (più centinaia di frammenti sparsi) sono stati descritti in un articolo su Science Advances il cui primo autore è Arnaud Brayard, del dipartimento di biogeoscienze dell’Université Bourgogne Frenche-Comté. “Non ci aspettavamo affatto una scoperta simile” ha commentato ieri. “L’inizio del Triassico fu sicuramente un’epoca di grande instabilità, ma priva di quegli aspetti di devastazione che immaginavamo finora”.

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Scaglie di pesce e gamberetti fra i fossili di Paris.


All’epoca Paris si trovava all’estremità occidentale della Pangea, non lontano dall’equatore. Le forme di vita ritrovate nella cittadina dell’Idaho comprendono specie anteriori all’estinzione e specie che si credevano nate solo centinaia di milioni di anni più tardi. Ci sono prede, predatori e perfino animali spazzini. Uno squalo misura due metri di lunghezza. Una spugna è rispuntata dopo essere stata considerata estinta da 200 milioni di anni. Le conchiglie sono in parte coniche, in parte a spirale. C’è una sorta di stella marina, un calamaro dai tentacoli uncinati e un crostaceo saprofago che si nutriva degli scarti altrui, con occhi grandi e una coppia di chele sorprendentemente sottili. Un rettile marino potrebbe forse essere uno degli antenati di quelli che sarebbero diventati i dominatori del pianeta: i dinosauri.

L’estinzione del Permiano-Triassico è stato il momento più critico che abbia attraversato la vita sulla Terra. Mai, nemmeno con gli eventi che 66 milioni di anni fa sterminarono i dinosauri, il nostro pianeta rischiò così tanto di tornare completamente spopolato. A perdersi furono il 96% delle specie marine e il 70% delle specie di vertebrati terrestri. L’innesco della crisi fu probabilmente una serie di eruzioni avvenute in Siberia, che ricoprirono di lava 220mila chilometri quadrati (due terzi dell’Italia) sputarono in aria quantità colossali di gas tossici e anidride carbonica, facendo aumentare la temperatura di dieci gradi rispetto alla norma. Gli oceani diventarono acidi e ricchi di zolfo, mentre l’ossigeno nell’acqua iniziò a scarseggiare. “Ma in alcune aree rifugio come forse era quella di Paris – scrivono gli autori – subito dopo l’estinzione si formarono ecosistemi marini complessi, suddivisi in prede e predatori”. E pronti a ramificarsi in quell’esplosione di specie che avrebbero presto finito col popolare la Terra.

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