Osservati dalla sonda Cassini intrusi nell’anello F di Saturno


La sonda Cassini, lo scorso 5 febbraio, ha scoperto nell’anello F di Saturno piccoli oggetti molto resistenti agli urti, sopravvissuti a diverse collisioni.


La sonda della NASA Cassini, in piena manovra Ring Grazing, ha scoperto nell’anello F di Saturno piccoli oggetti molto resistenti agli urti, rilevati originariamente nella primavera dello scorso anno.

Il team di scienziati dello Space Science Institute di Boudler, Colorado, ha dato loro il nome di F16QA (immagine a destra) e F16QB (immagine a sinistra).

Questi oggetti, immortalati il 5 febbraio, potrebbero essere dei piccoli agglomerati di particelle derivanti dall’anello e sopravvissuti a diverse collisioni  causate dalle perturbazioni innescate dalla luna di Saturno, Prometheus. Gli scienziati sospettano che al loro interno si nascondono degli oggetti solidi e che le loro orbite potrebbero evolversi.

La sonda ha effettuato le due riprese il 5 febbraio scorso mentre si trovava a una distanza di 982.000 chilometri e 894.000 chilometri dall’anello F.

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Le ardite inquadrature in cui si sta slanciando Cassini si devono alla Ring Grazing Orbit, che ha preso il via il 30 novembre 2016 ed è una delle ultime fasi della missione.

Questo tipo di manovre prevede il passaggio radente sul piano degli anelli per 20 volte (una a settimana) e consente alla sonda di ottenere dati e immagini con una risoluzione inedita.

La longeva missione internazionale NASA/ESA/ASI, in orbita attorno al sesto pianeta del Sistema Solare dal 2004,  è sempre più vicina al Gran Finale. Dopo una sequenza di sorvoli sempre più serrati, a settembre sparirà dai radar immergendosi nell’atmosfera di Saturno.

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