Cibo “protostellare”


Uno studio realizzato grazie ai dati di ALMA fornisce nuovi indizi sul processo di formazione stellare, a partire dal disco di gas che costituisce il primo ‘nutrimento’ delle protostelle. I risultati su Astrophysical Journal.


Le stelle nascono dal collasso gravitazionale di densissime nubi di gas molecolare.

Ma come qualunque gestazione, questo processo non è immediato: prima di diventare a tutti gli effetti ‘piccoli soli’, le baby star attraversano una lunga fase in cui vengono circondate da un disco gassoso che andrà a costituire la base del loro ‘nutrimento’.

Gli astronomi chiamano i corpi celesti a questo stadio protostelle, e il loro studio è tanto prezioso quanto raro.  Infatti le osservazioni radio disponibili hanno generalmente una risoluzione troppo bassa per individuare il fenomeno che permette il ‘sostentamento cosmico’ delle protostelle.

Eppure esiste una grande eccezione, costituita dal potente ‘occhio’ di ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array).

Il telescopio cileno è riuscito infatti a osservare per la prima volta uno di questi misteriosi dischi: la scoperta risale all’anno scorso e riguarda la ‘coperta’ gassosa che circonda la protostella TMC-1A, nella costellazione del Toro.

Ora lo stesso team di ricerca, guidato da Hsi-Wei Yen dell’Accademia Sinica di Astronomia e di Astrofisica di Taiwan, ha utilizzato i dati di ALMA per descrivere altre tre giovanissime stelle nel pieno del loro processo di formazione.

Si tratta di Lupus 3 MMS, IRAS 15398–3559, e IRAS 15398–2429, che sono state analizzate insieme ai rispettivi dischi di gas.

apjaa5094f1_lr.jpg

apjaa5094f2_lr.jpg

apjaa5094f3_lr.jpg

In particolare, gli scienziati sono riusciti a misurare l’estensione di questi dischi, corrispondente a circa 100 unità astronomiche attorno a Lupus 3 MMS e a meno di 30 intorno alle altre due protostelle (in astronomia, l’unità astronomica è un’unità di misura pari alla distanza media Terra-Sole, circa 150 milioni di chilometri).

I risultati, pubblicati su Astrophysical Journal, sono stati confrontati con i dati precedenti raccolti da ALMA. Questo ha permesso agli autori di concludere che nella primissima fase della vita delle protostelle, nota come Classe 0, i dischi di gas crescono in realtà piuttosto rapidamente.

La loro evoluzione subisce poi un sensibile rallentamento quando le protostelle entrano nella cosiddetta Classe I: a questo punto le dimensioni del disco si stabilizzano, cambiando in modo quasi impercettibile.

Queste osservazioni segnano un traguardo importante nello studio dell’evoluzione stellare, a partire dalle prime forme di ‘cibo cosmico’ che nutrono le nuove stelle dell’Universo.

Fonte

Annunci