GEOLOGIA MARZIANA


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Gli elementi geologici che si snodano sul volto del Pianeta Rosso sotto gli occhi elettronici della sonda MRO e di Curiosity. A realizzare i panorami sono stati, rispettivamente, gli strumenti HiRISE e Navcam.


Depositi stratificati, meandri di antichi fiumi e dune scolpite dal vento: sono i soggetti che, creando delle particolari geometrie, caratterizzano tre differenti aree di Marte recentemente immortalate da due missioni NASA, MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) e Curiosity.

Sono stati gli strumenti HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) di MRO e Navcam (Navigation Camera) di Curiosity a realizzare i ritratti di queste peculiarità geologiche marziane. Le zone fotografate da MRO sono le stratificazioni del Polo Nord e le sinuosità fluviali della regione Aeolis/Zephyra Plana all’equatore del pianeta, mentre è opera di Curiosity l’immagine panoramica dell’area Bagnold Dune, che si estende lungo il fianco nordovest del Monte Sharp.

La prima immagine di MRO (sopra), relativa al Polo Nord di Marte, evidenzia stratificazioni di ghiaccio polveroso spesse tre chilometri ed estese per circa mille. In alcuni punti l’erosione ha modellato la superficie, creando scarpate e depressioni che hanno fatto emergere i sedimenti. Gli strati di ghiaccio polveroso sono quelli di colore marrone chiaro, mentre quelli bluastri, in basso, contengono frammenti rocciosi delle dimensioni di granelli di sabbia; secondo gli studiosi, questi frammenti hanno probabilmente creato una serie di dune prima di essere ricoperti dal ghiaccio polveroso. L’analisi delle stratificazioni può fornire dati interessanti sui cambiamenti che hanno coinvolto il clima del Pianeta Rosso nel corso del tempo.

La seconda veduta di MRO, invece, inquadra un canale fluviale ‘invertito’ nell’area Aeolis/Zephyra Plana all’equatore di Marte.

Canali di questo genere sono costituiti da detriti depositati dall’acqua e, una volta che essa si è prosciugata, diventano evidenti a seguito dell’erosione dei materiali circostanti.

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Nell’immagine, oltre alla dorsale sinuosa del canale, si notano serie di piccole creste – le ‘barre di meandro’ (scroll-bars) – che derivano dal costante movimento laterale del meandro. Lo studio di queste formazioni geologiche è ritenuto di grande utilità per valutare la quantità di acqua che un tempo scorreva nel canale e aggiungere un ulteriore tassello alla storia climatica di Marte.

Il terzo panorama (sotto – qui in alta risoluzione), scattato da Curiosity, è una foto a 360° che mostra le dune lineari della zona Bagnold Dune solcate da lunghe increspature e, sulla destra, un modesto rilievo chiamato Ireson Hill.

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La veduta – ottenuta da un ‘mosaico’ di immagini – è stata realizzata lo scorso 5 febbraio corrispondente al 1.601° giorno marziano (o ‘sol’) trascorso da Curiosity sul pianeta.

Fonte

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