Un esopianeta neonato sotto l’occhio della comunità scientifica


Stiamo parlando di HD 106906b un gioviano caldo  situato a circa 300 anni luce dalla Terra la cui età stimata non supera i 13 milioni di anni. Il pianeta è stato osservato da un team internazionale guidato dal Carnegie Institute for Science per fare luce sulle fasi primarie della formazione planetaria.

Gli astronomi ritengono che la stragrande maggioranza degli esopianeti si trovi all’interno di un disco formato da polveri e detriti relativamente vicino al centro del sistema solare. HD 106906b è  invece così distante dal suo disco che impiega 1500 anni per compiere un’orbita completa intorno alla sua stella.

Le attuali teorie sulla formazione dei pianeti non hanno mai preso  in considerazione un oggetto con tali caratteristiche  e l’autrice dello studio, Erika Nesvold,  ha messo a punto un software apposito SMACK (Superparticle-Method Algorithm for Collisions in Kuiper belts and debris disks) che ha permesso la creazione di un modello del percorso orbitale del pianeta: un passaggio cruciale dato che le orbite di HD 106906b sono estremamente lente e quindi difficili da seguire.

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Nesvold e il suo gruppo ritengono che il pianeta si sia formato al di fuori del disco: l’orbita del pianeta è ellittica e si avvicina molto di più alla sua stella da un lato del suo percorso rispetto all’altro e la sua gravità contribuisce a dare anche  al disco una forma ellittica. Una parte di quest’ultimo si trova più vicina all’astro e le polveri su quel lato si riscaldano, diventando di conseguenza più luminose. Il disco di detriti è stato fotografato per la prima volta nel 2016 e sembra piuttosto simile alla fascia di Kuiper del nostro Sistema Solare.

Al momento non è chiaro se ci siano altri pianeti all’interno del disco, ma grazie a SMACK, gli scienziati sono stati in grado di ricrearne la forma, senza dover aggiungere un altro oggetto al modello. Le cinture di asteroidi composte da gas, ghiaccio e polveri, svolgono un ruolo chiave nella formazione planetaria: il collasso delle nubi di gas causato dalla loro stessa gravità, porta alla nascita del disco protoplanetario   – dove nascono i pianeti  – e una stella.

Mentre il gas evapora lentamente, la polvere e i detriti ruotano e si scontrano intorno all’astro fino a che la gravità li spinge via: il risultato è la nascita di una struttura simile alla nostra fascia di Kuiper. Il nostro Sistema Solare è frutto di miliardi di anni di evoluzione e la possibilità di osservare un oggetto di età così recente è di fondamentale importanza per comprenderne le fasi di evoluzione.

Fonte

 

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