Su Titano i mari sono effervescenti


c2ff80da91ee5dbb2c1264f28a25a8c3_XL.jpg

Su Titano, lievi fluttuazioni di temperatura, pressione o composizione nei bacini di idrocarburi potrebbero separare rapidamente l’azoto dal metano e dall’etano generando bolle effervescenti come quelle di una bibita gassata. L’esperimento è stato condotto dagli scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA che hanno simulato in laboratorio le condizioni climatiche della luna di Saturno.


 

La sonda Cassini ha scoperto che la composizione dei mai e dei laghi di Titano varia da luogo a luogo:

i nostri esperimenti hanno mostrato che quando i liquidi ricchi di metano si mescolano con quelli ricchi di etano, a causa ad esempio di una forte pioggia o del deflusso di un fiume di metano in un bacino di etano, l’azoto non è in grado di restare in soluzione“, ha dichiarato Michael Malaska che ha guidato lo studio.

Il risultato sono bolle, un sacco di bolle

L’azoto è il componente principale dell’atmosfera di Titano e, dal cielo, arriva in superficie disciolto nelle piogge di metano.

Il suo rilascio, noto come essoluzione, può verificarsi quando i bacini di idrocarburi si scaldano leggermente con l’arrivo delle belle stagioni e potrebbe essere lo stesso processo implicato nella formazione delle famose “Isole Magiche“, le caratteristiche transitorie apparse, scomparse e riapparse nelle immagini radar del Ligeia Mare.

Grazie a questo lavoro sulla solubilità dell’azoto, ora sappiamo che nei mari di Titano possono formarsi bolle e che possono essere più abbondanti di quanto ci aspettassimo“, ha detto Jason Hofgartner del JPL, ricercatore della squadra radar della Cassini.

Naturalmente l’azoto non va in una sola direzione: prima di essere rilasciato, deve mesolarsi con il metano.

In effetti, è come se i laghi di Titano respirassero azoto“, ha detto Malaska. “Mentre si raffreddano, possono assorbire, cioè inspirare, più gas ma quando si riscaldano, la capacità del liquido si riduce ed espirano“.

Un fenomeno simile si verifica sulla Terra con l’assorbimento dell’anidride carbonica da parte degli oceani.

Le bolle di azoto, oltre a rendere Titano un luogo ancora più intrigante, potrebbero costituire un potenziale problema per una futura missione robotica che avrebbe difficoltà a mantenere la stabilità, galleggiando o navigando nei bacini di idrocarburi.


I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Icarus“Laboratory measurements of nitrogen dissolution in Titan lake fluids”.

Fonte

Annunci