Svolta nella lotta al cancro: basta un semplice esame del sangue per la diagnosi


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Grazie all’identificazione di specifici biomarcatori presenti nel plasma, le proteine fosforilate, studiosi americani sono riusciti a determinare la presenza del cancro al seno. La stessa tecnica potrebbe essere estesa anche ad altre tipologie di tumori.


Un’equipe di ricercatori della Purdue University di West Lafayette (Indiana) ha scoperto che le proteine fosforilate (o fosfoproteine) nel plasma sanguigno possono essere efficaci biomarcatori per diagnosticare il cancro, di conseguenza è sufficiente una semplice analisi del sangue per determinare la presenza o meno della malattia. Al momento gli studiosi hanno identificato le proteine legate al carcinoma del seno, tuttavia la tecnica potrebbe essere presto estesa anche alle altre numerose neoplasie. Il team di ricerca, coordinato dal professor Andy Tao, docente di Biochimica presso l’ateneo americano e membro del Centro per la Ricerca sul Cancro, era già a conoscenza del fatto che le fosfoproteine giocassero un ruolo importante nella proliferazione tumorale e dunque che potessero essere efficaci biomarcatori, ciò nonostante il rilascio dell’enzima fosfatasi da parte del fegato le disgrega, rendendo l’analisi estremamente complessa.

Per aggirare l’ostacolo, gli studiosi hanno prima centrifugato campioni di sangue per separare il plasma dai globuli rossi, e successivamente, utilizzando centrifughe ad altissima velocità, sono riusciti a isolare microvescicole ed esosomi, particelle probabilmente coinvolte nel meccanismo di proliferazione tumorale (metastasi) e contenenti le fosfoproteine. Attraverso la spettrometria di massa sono riusciti a individuarne ben 2.400, e 144 di esse sono risultate particolarmente elevate nelle pazienti colpite da cancro al seno, la ‘firma’ per la diagnosi. Il confronto col sangue di soggetti sani è risultato molto efficace poiché quello dei campioni aveva 5 anni, un dettaglio che sottolinea la validità delle fosfoproteine come biomarcatori.

La scoperta apre dunque le porte non solo alla diagnosi precoce attraverso semplici esami del sangue, ma anche a un nuovo metodo di controllo dopo terapie e rimozione del tumore: “Attualmente non esiste quasi alcun modo per monitorare i pazienti dopo il trattamento, e i medici devono aspettare fino al ritorno del cancro”, ha sottolineato l’autore principale dello studio. L’obiettivo del team di Tao è ora quello di creare pattern e modelli di fosfoproteine in grado di identificare le varie tipologie di cancro, un progetto ambizioso che potrebbe tradursi in una delle scoperte più importanti nella lotta ai tumori, dove spessissimo la diagnosi precoce può fare la differenza tra la vita e la morte. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.

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