Ti fa venire un’erezione di 4 ore e poi muori: chi è il ragno delle banane


Il grosso aracnide è originario del Sud America ed è considerato il più velenoso al mondo assieme a una specie australiana. Tra gli effetti del suo pericoloso veleno vi è anche il priapismo.


In Italia i ragni realmente pericolosi per l’uomo si contano sulle dita di una mano, tuttavia nessuno di essi, nemmeno la famigerata malmignatta (Latrodectus tredecimguttatus) e il ragno violino (Loxosceles rufescens), può essere paragonabile in tossicità con alcune specie che vivono nell’emisfero australe del nostro pianeta. Il più temuto e velenoso di tutti, assieme al ragno dei cunicoli australiano (Atrax robustus), è il cosiddetto ragno delle banane (Phoneutria nigriventer), così chiamato poiché non di rado si nasconde proprio all’interno dei caratteristici caschi del saporito frutto tropicale. Questa specie vive nelle foreste e nelle aree umide del Sud America e dell’America Centrale, con un areale di distribuzione estremamente ampio che abbraccia vari paesi come Colombia, Argentina, Paraguay, Costa Rica, Paraguay e soprattutto Brasile; non a caso un altro nome con cui è conosciuto l’aracnide è ragno errante brasiliano.

Sebbene sia soprattutto il veleno a incutere timore, l’aspetto e soprattutto le dimensioni non aiutano di certo il ragno delle banane a rendersi ‘gradevole’. Questa specie raggiunge infatti i 15 centimetri di lunghezza (grosse zampe comprese) e presenta poderosi cheliceri – le cosiddette ‘zanne’ – di colore rosso-brunastro, che diventano ancor più brillanti quando l’aracnide si sente minacciato. Il corpo è completamente marrone e ricoperto di peli; l’opistosoma, ovvero la parte posteriore, ha una tonalità leggermente più chiara e non ha dimensioni esagerate, come avviene in alcuni migalomorfi. Gli occhi sono otto e disposti su più file.

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I ragni delle banane preferiscono spostarsi durante la notte per andare a caccia di prede, mentre di giorno si nascondono nei termitai, sotto rocce, tronchi e molto spesso nei caschi di banane e nelle bromeliacee. La specie, esattamente come il ragno violino, trova molto confortevoli anche le abitazioni umane, e non di rado è possibile trovarli all’interno delle scarpe, sotto i vestiti, dietro le tende e negli angoli più umidi, oltre che nella spazzatura e nelle automobili. A causa di questo comportamento gli spiacevoli incontri risultano piuttosto comuni. Molto spesso a farne le spese sono i raccoglitori di banane, che devono prendere tutte le precauzioni del caso. Il periodo dell’anno in cui è più facile imbattersi in un ragno delle banane è quello secco, da giugno ad aprile, poiché è il momento in cui questi artropodi vanno in cerca di un partner.

La pericolosità del veleno è dovuta alla presenza di numerose tossine in grado di inibire i canali del sodio, che in determinate concentrazioni possono comportare la perdita del controllo muscolare, la paralisi e infine l’asfissia. Il dolore è acutissimo poiché la neurotossina PhTx3 agisce sui recettori dei nervi, innescando il rilascio di neuropeptidi responsabili di un’infiammazione generalizzata. Tra gli altri sintomi vi sono tachicardia, vomito, diarrea e la possibilità di shock anafilattico. Negli uomini il veleno del ragno delle banane provoca erezioni che possono durare fino a 4 ore; questo priapismo è particolarmente pericoloso poiché può sfociare nell’impotenza. Fortunatamente, a differenza del ragno australiano, questa specie inocula il veleno solo in una parte dei morsi inflitti (si stima nel 66 percento dei casi). Dalla metà degli anni ’90 è disponibile un antiveleno e da allora non si registrano più decessi, ma in precedenza il ragno delle banane ha causato numerose vittime. Il caso più eclatante avvenne a Sao Sebastiao, quando uno stesso esemplare uccise due bambini. I più piccoli, gli anziani e le persone fisicamente debilitate rischiano di più.

Il Phoneutria nigriventer è stato protagonista di alcuni fatti di cronaca anche in Europa. Poiché si rifugia nei caschi di banane, le verifiche sulle spedizioni di frutta dal Sud America sono estremamente accurate, tuttavia alcuni esemplari sono riusciti a ‘superare i controlli’ e a raggiungere i supermercati occidentali. I casi più noti sono avvenuti in Inghilterra; in uno di essi la commessa di un centro commerciale fu aggredita (ma non morsa) da un esemplare spuntato all’improvviso da una cassetta di frutta, mentre nel secondo una casalinga trovò un’intera colonia di ragnetti su un casco di banane portato a casa. Gli aracnidi erano fortunatamente tutti morti. Un altro incontro è avvenuto lo scorso anno in Germania, in un supermercato di Harpstedt, dove un ragno delle banane ha provocato l’evacuazione del locale. È stato catturato e consegnato a un centro zoologico locale.

 

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