Papa Giovanni XXIII incontrò realmente un alieno nel luglio 1961?


Papa Giovanni XXIII, Angelo Roncalli, ha vissuto una esperienza rimasta sconosciuta al pubblico fino a quando non è stata rivelata tramite il suo allora collaboratore personale, monsignor Loris Capovilla, che lo ha affiancato per circa dieci anni, custodendo memorie e pensieri di un Papa arrivato all’onore degli altari nell’aprile 2014.

Un vero e proprio incontro ravvicinato con un essere alieno.

Monsignor Loris Capovilla, arcivescovo e segretario personale di Papa Giovanni XXIII,  proclamato cardinale nel 2014 e scomparso lo scorso anno, ha conservato per lungo tempo e nei suoi ricordi questo episodio straordinario e fino a poco tempo fa totalmente ignoto che lo ha visto testimone diretto dell’incontro tra il Pontefice Angelo Roncalli e un essere alieno, avvenuto nel luglio 1961 nei giardini della Villa Pontificia di Castel Gandolfo.

Il silenzio sul fatto fu rotto nel 1985, dal quotidiano statunitense Sun, dopo che la notizia apparve su un quotidiano inglese. La veridicità del racconto di monsignor Capovilla fu riconosciuta anche negli ambienti della Santa Sede. Questo fu il racconto che Capovilla rese di quella particolare e indimenticabile giornata d’estate del 1961:

Camminavamo uno accanto all’altro, come due amici, come avevamo fatto tante volte in quegli splendidi pomeriggi d’estate. Come persone qualsiasi che hanno voglia di starsene un po’ in disparte, fuori dalla routine quotidiana. A un tratto, sopra le nostre teste apparvero luci colorate, arancio, ambra, azzurro e poi accadde l’imponderabile che è difficile da raccontare: le luci si fermarono per qualche minuto sulle nostre due figure che camminavano fianco a fianco, poi il contatto. Una delle astronavi si staccò dallo stormo atterrando nel lato sud del giardino. Il portellone si aprì e dalla carlinga uscì fuori qualcosa.

Un essere dall’aspetto assolutamente umano solo che presentava una luce intorno che lo avvolgeva.

Il Santo Padre e il suo segretario caddero in ginocchio. Angelo Roncalli si rialzò e, senza indugio, andò verso quell’essere assolutamente umano avvolto da una luce tenue, penetrante.

La reazione di Papa Roncalli nell’immediato fu di pianto.

Il dialogo con l’essere alieno durò circa 20 minuti ma il segretario Capovilla non ebbe la possibilità di ascoltare quanto essi stavano dicendo. Gli fu possibile solo vedere che mentre comunicavano, si esprimevano anche gesticolando.

Al termine di questo incontro, l’uomo luminoso ritornò sull’oggetto volante che ripartì. La frase che subito dopo il Santo Padre rivolse al suo segretario fu:

I figli di Dio sono dappertutto. Anche se a volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli.

Sulla vicenda dai tratti straordinari calò il silenzio assoluto, anche per volere del Papa. Con la morte del cardinale Capovilla si chiude anche il ricordo di quell’evento che ha visto nella veste di contattista niente meno che il Santo Padre.

Un episodio talmente eccezionale che, nonostante il silenzio durato per decenni, è stato ritrattato, seppure indirettamente, nell’ambito di un convegno tenutosi nel 2009 in Vaticano, con l’allora Papa Benedetto XVI, relativo alle possibili forme di vita nell’Universo.

L’opinione di astronomi gesuiti è quella della possibilità reale di altre forme di vita intelligenti oltre quella umana, come asseriva Padre Reyna, gesuita, astronomo e professore di Fisica presso l’Università del Salvador a Buenos Aires:

Gli UFO sono oggetti reali le cui strutture, velocità e traiettorie sono state fotografate e registrate da strumentazioni radar. Da due degli Osservatori molte volte ho seguito le evoluzioni degli UFO. Quasi sempre seguivano dei satelliti o dei missili, sebbene tenessero una certa distanza per non disturbarli attraverso il loro campo magnetico. Quando i satelliti entrano nel cono d’ombra della Terra, essi spariscono, mentre gli UFO restano luminosi e cambiano generalmente rotta a velocità fantastiche. Una notte per la prima volta seguimmo uno di essi grazie al telescopio.

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